Passo 11: La Rivelazione Personale – Cerca, tramite la preghiera e la meditazione, di conoscere la volontà del Signore e di ricevere la forza per compierla.

La storia di Lindsay

Sapete, mi ero arresa al fatto che sarei stata una dipendente da eroina ed una tossica. “Mamma?” E quello era tutto ciò che ero e non rimaneva altro in me. Ho deciso che probabilmente i miei figli starebbero meglio senza di me.

Sapevo che non mi potevano vedere in quello stato, e che io non potevo continuare a fargli questo. Questo è ciò che mi ha fatto spostare e chiedere a mia mamma di prendere i miei figli.

Andando avanti velocemente, o solamente durante questo lasso di tempo, io ed il mio ragazzo in quel periodo vivevamo nella mia macchina. Facevamo qualsiasi cosa per alimentare la dipendenza. Mi ricordo che pensavo solamente:

“Quando tutto questo finirà? Quando sarà tutto finito?” Ma mi dicevo anche: “Ho bisogno di fare queste cose così che posso prendere le mie droghe e stare con il mio ragazzo”. Mi ricordo che sentivo qualcosa dentro di me rompersi.

Ci infilavamo in queste stradine secondarie e sapete, cercare di essere certi che nessuno di avrebbe trovato. In quel momento ho saputo che era finita.

Mi ricordo un senso di sollievo, perché sapevo che non volevo più vivere quel tipo di vita, ma che non sapevo come uscirne.

Mi ricordo solamente che mi giravo e rigiravo in quella piccola cella, e che volevo uscirne. E mi ricordo che stavo davvero male, voglio dire, era orribile.

Mi sono sentita così indegna dell’amore di Dio – che non sarebbe nemmeno stato disposto a prendere del tempo per parlare con qualcuno come me. La rivelazione personale, la preghiera e la meditazione mi sembravano cose estranee.

Ma mi sono ricordata – mentre crescevo – tutto  è tornato inondandomi e le canzoni della primaria sono tornate inondando la mia testa.

“Padre Celeste, sei davvero in ciel? Odi e rispondi a un bimbo che si volge a te?” E quella è stata la prima preghiera che ho espresso durante il recupero. Era una canzone.

Penso che ogni tanto pensiamo “oh, le nostre preghiere devono essere fatte in un certo modo, o devono essere formali, devono essere fatte inginocchiandoci e tutte di gratitudine”.

E non fraintendetemi – la gratitudine è importante ma Egli vuole sentire i nostri pensieri ed i nostri sentimenti, ed egli vuole che noi siamo autentici e noi stessi. Ed a volte ho un po’ di rabbia, e va bene, il Signore la può gestire. Se Egli non può, chi può?

E questo è ciò che il passo 11 è per me, ed è un passo da mantenere. E’ un qualcosa che devo continuare a fare. Ma ora è qualcosa che uso tutti i giorni – lo devo usare tutti i giorni. E’ la mia ancora di salvezza. E’ il sangue della mia esistenza, del mio recupero oggi. Mi sono ripresa i miei figli.

Ed ora essi possono imparare quelle canzoni della primaria che io stessa avevo imparato e voglio che essi possano sempre avere quelle basi che io stessa ho avuto.

Li posso mettere a letto ogni sera,  rimboccargli le coperte, dargli il bacino della buonanotte, dirgli che li amo e che ci sarò al mattino. E questo è un dono del recupero e del lavorare su questi passi.

Disponibile in Italiano

Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni

Questo video tratta argomenti legati alla dipendenza e potrebbe non essere adatto ai bambini.