Chi è Dio? Qual è la Sua natura? Cosa vuol dire che siamo Suoi figli?

A chi non è mai capitato di porsi queste e mille altre domande almeno una volta nella vita? Chi dice di non averlo fatto, mente.

O non lo ha fatto… fino ad ora.

Che tu sia credente, ateo, agnostico, spirituale ma non religioso o che dir si voglia, se anche tu ti sei posto le stesse domande almeno una volta, questo articolo fa per te.

Qui di seguito troverai otto domande e le relative risposte, secondo la dottrina e il credo del Vangelo restaurato di Gesù Cristo.

Chi è Dio?

Prima di rispondere a questa domanda è bene chiarire il concetto di divinità. Noi crediamo che la divinità sia composta da tre Personaggi distinti e separati: Dio Padre Eterno, Suo Figlio Gesù Cristo e lo Spirito Santo.

I primi due hanno un corpo di carne ed ossa perfetto e glorificato. Lo Spirito Santo invece ha un corpo di spirito grazie al quale può dimorare in noi.

Questi tre Personaggi sono uniti in perfetta armonia in un unico scopo e un’unica volontà.

Dio Padre, o Elohim, è letteralmente il Padre dei nostri spiriti, il quale ci ha generati prima di venire su questa Terra:

«E Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina» (Genesi 1:27).

Egli è il supremo Padre dell’Universo. È onnipotente, onnisciente e onnipresente.

Dio è perfetto ed è un Dio di rettitudine i cui attributi principali sono: l’amore, la misericordia, la carità, la verità, il potere, la fede, la conoscenza e il giudizio. Egli ha ogni potere, conosce tutte le cose ed è pieno di bontà.

Ogni cosa buona proviene da Dio. Il Suo scopo supremo è quello di aiutare i Suoi figli a diventare come Lui.

In una epistola ai Romani Paolo insegna che «[…] se siamo figliuoli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pur soffriamo con Lui, affinché siamo anche glorificati con Lui » (Romani 8:17).

Egli ci ha generati affinché un giorno potessimo ritornare alla Sua presenza e ottenere tutto ciò che Egli ha già.

Chi sono i figli di Dio?

sono un filgio di dioTutti gli essere umani sono figli di Dio, poiché sono stati generati spiritualmente da Lui. A prescindere dal credo, dalla razza, dalla nazionalità ecc. ognuno di noi è figlio del Padre celeste, ed Egli ci ama indistintamente.

Ogni persona nata su questa terra, era nostro fratello o nostra sorella in cielo.

Poiché siamo i Suoi figli spirituali, abbiamo ereditato il potenziale necessario per sviluppare le Sue qualità divine, tramite l’Espiazione di Gesù Cristo.

Questa profonda ma semplice verità viene confermata nella Bibbia, che definisce Dio il “Padre degli Spiriti” (Ebrei 12:9). Quindi, ognuno di noi per diritto di nascita è un figlio di Dio.

Nelle scritture, il termine “figlio di Dio” viene altresì utilizzato per indicare tutti coloro che hanno fatto alleanza con Lui tramite il battesimo e che si sono impegnati a seguirLo mediante l’obbedienza ai Suoi comandamenti.

Attraverso il battesimo per immersione, che simboleggia la morte e la rinascita, nasciamo di nuovo in Dio per mezzo dell’Espiazione di Cristo.

Nel Nuovo Testamento, l’apostolo Giovanni ci insegna che il battesimo è necessario per dimostrare a Dio la nostra fede e la nostra disponibilità a seguirLo, e tornare un giorno alla Sua presenza:

«[…] a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli cioè, che credono nel suo nome […]» (Giovanni 1:12) .

Questa stessa verità è stata rivelata ai profeti che vissero nelle antiche Americhe prima della nascita del Salvatore.

Nel Libro di Mormon — una delle opere canoniche principali della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni — il profeta Alma spiegò che «[…] tutta l’umanità, sì, uomini e donne, tutte le nazioni, stirpi, lingue e popoli debbano nascere di nuovo; sì, nascere da Dio mutati dal loro stato carnale e decaduto a uno stato di rettitudine, essendo redenti da Dio, diventando suoi figli e sue figlie» (Mosia 27:25).

Ognuno di noi è spiritualmente un figlio di Dio, dal quale ha ereditato il potenziale per diventare come Lui.

Tuttavia, soltanto coloro che stringono e mantengono delle sacre alleanze con Lui, avranno un giorno il diritto di diventare come Egli è e dimorare alla Sua presenza.

Chi è Dio per i Cristiani?

Croce

Come abbiamo già menzionato, la divinità è composta da tre personaggi distinti e separati. Quello che nella cristianità viene comunemente definito Dio è Dio il Padre.

Tuttavia, grazie alle sue qualità e al suo operato anche Gesù Cristo viene spesso definito Dio, in quanto, avendo fatto tutto ciò che il Padre gli ha comandato ha già guadagnato tutta la gloria e tutto quello che Dio Padre possiede.

Inoltre, Gesù Cristo è Colui che ha creato il mondo e tutte le cose in esso contenute.

In Giovanni, Egli viene definito la Parola, e «la Parola era con Dio, e la Parola era Dio, [e] ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei» (Giovanni 1:1-2), pertanto fu proprio Gesù Cristo, dietro istruzione del Padre, a creare tutte le cose.

Qual è il Dio degli Ebrei?

Qual è il Dio degli Ebrei?Quando Abramo dimostrò la sua fedeltà a Dio, mostrandosi disposto a sacrificare quel figlio per cui aveva dovuto aspettare novant’anni, Dio fece alleanza con lui che avrebbe «[moltiplicato] la [sua] progenie come le stelle del cielo e come la rena […] del mare», e che «tutte le nazioni della terra [sarebbero state] benedette nella [sua] progenie» (Genesi 22:17-18).

Tutta la progenie di Abrahamo da Giacobbe in poi (il cui nome venne mutato in “Israele”) prese il nome di popolo di Israele. Gli ebrei sono i discendenti diretti delle cosiddette dodici tribù d’Israele.

Ma qual è la differenza tra il Dio in cui credono i cristiani e il Dio in cui credono gli Ebrei? Quando Mosè parlò con Dio attraverso il pruno infuocato Dio gli disse:

«Io sono l’Eterno, e apparii ad Abrahamo, ad Isacco e a Giacobbe, come l’Iddio onnipotente; ma non fui conosciuto da loro sotto il mio nome di Eterno» (Esodo 6:3).

Quando la parola Eterno compare nell’Antico Testamento solitamente si riferisce al termine ebraico Jahveh (o Geova) — ‘Colui che è’.

L’apostolo Paolo spiegò che Cristo era il Geova dell’Antico Testamento (1 Corinzi 10:1-4). Fu pertanto Gesù Cristo — il cui nome prima di venire su questa terra era Geova — che fece alleanza con Abramo, che rinnovò le promesse dell’alleanza con Giacobbe e che parlò a Mosè attraverso il pruno ardente.

A conclusione del Libro di Mormon, il profeta Moroni si congeda da coloro che avrebbero letto il suo compendio di scritture dicendo:

«Ed ora dico a tutti addio. Andrò presto a riposare nel Paradiso di Dio, fino a che il mio spirito e il mio corpo si riuniranno di nuovo, e io sarò portato trionfante attraverso l’aria per incontrarvi dinanzi alla piacevole sbarra del grande Geova, il Giudice Eterno sia dei vivi che dei morti. Amen» (Moroni 10:34).

I profeti del vecchio e del Nuovo Mondo, tanto prima quanto successivamente alla Sua nascita, sapevano che Gesù Cristo era il Dio dell’Antico Testamento, Creatore del mondo e Colui che fece alleanza con il popolo di Abramo.

Erano a conoscenza della missione divina che Egli avrebbe portato a termine e del sacrificio espiatorio che avrebbe compiuto, tramite cui avrebbe liberato l’umanità dalle catene del peccato e della morte.

Quando Cristo venne tra i suoi, sotto le spoglie di un falegname, questi non ne riconobbero il ruolo di Salvatore.

Il popolo ebraico sta ancora aspettando la venuta di quel Messia che li libererà dalla schiavitù e restituirà loro la terra di eredità promessa.

Nella cristianità Gesù Cristo viene universalmente riconosciuto quale Figlio di Dio, Salvatore e Redentore del mondo.

Come posso sapere se esiste Dio?

Libro di Mormon è vero da cattolico ad ateo a mormoneIn Giacomo 1:5 leggiamo:

«Che se alcuno di voi manca di sapienza, la chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata».

Proprio come quando abbiamo qualsiasi altra domanda, se vogliamo sapere se vi è un Dio la prima cosa da fare è chiedere. Direttamente a Lui.

Egli ha istituito un mezzo di comunicazione efficacissimo tra noi e Lui, che non ha bisogno di credito, di ricezione o di tecnologie sofisticate: la preghiera. La preghiera è un dono inestimabile che Dio ha concesso a tutti i Suoi Figli.

In preghiera possiamo riversare a Dio tutti i nostri pensieri, i nostri dubbi, le nostre paure, la nostra gratitudine. E possiamo persino chiederGli di farci sapere se Egli è là e ci ascolta.

Ma una volta che abbiamo pregato, come facciamo a ricevere una risposta? Ognuno di noi è diverso, pertanto, il mondo in cui Egli si manifesterà sarà altrettanto diverso, ma sarà sempre comprensibile per noi.

Forse sentiremo ardere il nostro cuore o ci sentiremo avvolti da un amore e un calore che non avevamo mai sperimentato prima d’ora.

Forse sarà tramite una consapevolezza interiore del fatto che Egli c’è. Forse vedremo accadere quello per cui avevamo pregato.

Una cosa è certa, Egli risponderà. Probabilmente non nel modo o nei tempi che ci aspettiamo.

Potrebbe volerci più di una semplice preghiera per sapere che vi è un Dio; ma se abbiamo un sincero desiderio di conoscerLo e lo cerchiamo in umiltà di cuore Egli ci parlerà, e allora sapremo.

Come capire la volontà di Dio?

Come capire la volontà di Dio?Se tramite la preghiera noi comunichiamo con Dio, è tramite le scritture che Dio comunica con noi. Nella storia del mondo Dio ha sempre chiamato dei profeti.

Per mezzo dei Suoi profeti scelti Egli ci rivela la Sua volontà insieme a tutto ciò che dobbiamo fare per poter tornare a Lui un giorno.

Le scritture contengono tutto ciò che Dio ha rivelato agli antichi profeti. Inoltre contengono i comandamenti, che sono necessari per la nostra felicità, tanto quella terrena quanto quella che ci aspetta dopo questa vita.

Ma Dio è un Dio Eterno e non ha smesso di parlare ai Suoi figli. Ancora oggi Egli parla tramite i Suoi profeti scelti per far conoscere la Sua volontà a tutto il mondo.

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, il cui capo è Gesù Cristo, è guidata da un profeta, i suoi consiglieri e dodici apostoli.

Oltre a comunicare a livello globale tramite i Suoi servitori scelti, Dio comunica individualmente con ognuno di noi, Suoi figli, al fine di farci conoscere la Sua volontà relativamente alla nostra vita e le nostre esigenze specifiche.

Tramite la preghiera possiamo chiedere al Padre celeste quale sia la Sua volontà per noi, e tramite le scritture, il digiuno e la rivelazione personale, possiamo sapere quello che Dio vuole per la nostra vita.

Nel libro di Mormon il profeta Moroni promette che «[…] mediante il potere dello Spirito Santo [potremo] conoscere la verità di ogni cosa» (Moroni 10:5).

Cosa vuol dire fare la volontà di Dio?

Nella Bibbia il Salvatore ci dice che se lo amiamo « [osserveremo] i Suoi comandamenti» (Giovanni 14:15).

Fare la volontà di Dio vuol dire obbedire ai Suoi comandamenti, anche quando questo va contro le tendenze del “mondo” o ci rende poco popolari agli occhi degli altri.

Nonostante questi comandamenti possano talvolta sembrarci delle restrizioni, sono in realtà per noi delle protezioni dai pericoli del mondo, e degli indicatori che ci mostrano la via verso una vita più felice e libera dalle conseguenze delle cattive azioni.

Potrebbe anche accadere che Dio ci dia dei comandamenti individuali, ovvero specifici per la nostra vita.

Fare la volontà di Dio vuol dire anche rinunciare a qualcosa di buono per qualcosa di migliore che il nostro Padre celeste ha preparato o sta preparando per noi, anche quando non siamo ancora in grado di vederlo.

Perché Dio mi ha abbandonato?

Rabbia vs tristezzaO meglio, perchè a volte sembra che Dio mi abbia abbandonato? O che abbia deciso di non aiutarmi? Noi esseri umani abbiamo spesso una visione molto limitata delle cose e della vita.

Nel libro di Isaia il Signore ci ricorda che «[..] i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie sono le mie vie.

Come i cieli sono piú alti della terra, cosí le mie vie sono piú alte delle vostre vie e i miei pensieri piú alti dei vostri pensieri» (Isaia 55:8-9).

Lo stesso vale per le difficoltà che ci ritroviamo a dover affrontare, siano esse causate da fattori esterni, scelte sbagliate fatte da noi o scelte sbagliate fatte da qualcun altro.

Tuttavia, nonostante sia difficile sopportare con pazienza le afflizioni, queste hanno spesso uno scopo superiore e sono necessarie per la nostra crescita ed il nostro progresso.

Infatti, talvolta Dio potrebbe non liberarci subito dalle nostre afflizioni, ma ci promette che sarà sempre al nostro fianco e che ci darà la forza per sopportarle e uscirne vittoriosi.

Quando nel Libro di Mormon il popolo di Alma viene preso in schiavitù dal popolo dei Lamaniti, il Signore lo consola dicendogli:

«Ed allevierò pure i fardelli che sono posti sulle vostre spalle, cosicché non possiate sentirli più sulla vostra schiena, anche mentre siete in schiavitù; e farò ciò affinché possiate stare come miei testimoni d’ora innanzi, e affinché possiate sapere con sicurezza che io, il Signore Iddio, conforto il mio popolo nelle sue afflizioni» (Mosia 24:14).

Il conforto nei momenti di difficoltà è uno dei doni del Padre celeste, poiché ci aiuta a perseverare con fede fino al giorno in cui Egli riterrà opportuno liberarci dalla nostra “schiavitù”.

Il popolo di Alma riuscì a sopportare tutte le afflizioni e le sofferenze inflitte dai Lamaniti, e al momento giusto il Signore lo liberò:

«Ed ora avvenne che i fardelli che erano stati imposti ad Alma ed ai suoi fratelli furono resi leggeri; sì, il Signore li fortificò cosicché potessero portare agevolmente i loro fardelli, ed essi si sottoposero allegramente e con pazienza a tutta la volontà del Signore.

E avvenne che così grandi erano la loro fede e la loro pazienza, che la voce del Signore venne a loro di nuovo dicendo:

State di buon animo, poiché domani io vi libererò dalla schiavitù. Ed egli disse ad Alma: Tu andrai dinanzi a questo popolo, e io andrò con te e libererò questo popolo dalla schiavitù» (Mosia 24:15-17).

Le scritture sono piene di messaggi di speranza, i quali ci fanno capire che mediante l’aiuto di Dio possiamo superare qualsiasi difficoltà. Nella sua epistola agli abitanti di Filippi l’apostolo Paolo testimonia:

« Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica» (Filippesi 4:13). Nell’antico testamento i profeti ci ammoniscono: «Confidati nell’Eterno con tutto il tuo cuore, e non t’appoggiare sul tuo discernimento.

Riconoscilo in tutte le tue vie, ed Egli appianerà i tuoi sentieri» (Proverbi 3:5-6).

Se nei momenti di prova ci fideremo di Lui abbastanza da fare quello che ci chiede, e non ci appoggeremo sulle nostre sole forze, saremo in grado di superare qualunque cosa.

Quando siamo noi stessi la causa dei nostri problemi, Dio ci promette che tramite il nostro sincero pentimento e grazie ai meriti dell’espiazione del Salvatore, tutte le cose possono essere messe a posto.

Tuttavia, nonostante un pentimento sincero da parte nostra, forse non sarà possibile evitare le conseguenze delle nostre scelte sbagliate, ma se facciamo del nostro meglio e perseveriamo con pazienza, tutto ciò che sopportiamo sarà per il nostro profitto e ci porterà più vicini a Dio.