Il famoso “problema del tempo” è una delle sfide più affascinanti della fisica moderna. Consiste nel conciliare le differenze tra la fisica newtoniana e la relatività di Einstein. Sir Isaac Newton descrisse il tempo come: ” […] assoluto, vero, matematico, in sé e per sua natura senza relazione ad alcunché di esterno”.

Secondo questo modo di pensare, il tempo è come la gravità; una forza universale. Einstein, tuttavia, definisce il tempo come qualcosa di relativo.

Questo significa quindi che non è come la gravità, infatti, ciò suggerisce che il tempo potrebbe non esistere al di fuori del nostro sistema.

La fisica newtoniana osserva il tempo come una forza qui sulla terra e nelle regioni circostanti, ma Einstein suggerisce che il tempo non funzioni allo stesso modo altrove.

Come mai il tempo sembra funzionare qui e non altrove? Questa domanda è nota come il problema del tempo e, che ci crediate o no, il Vangelo potrebbe rispondere a questo enigma di lunga data.

Scienza e religione: una spiegazione del tempo basata sul Vangelo

Affrontando il problema del tempo, possiamo unire scienza e religione, e vedere che le scritture sembrano concordare con l’idea di Newton del tempo inteso come forza assoluta, almeno qui sulla terra.

Ma supportano anche l’idea di Einstein che il tempo non esista allo stesso modo ovunque o non sia uguale per tutti.

Dal vangelo restaurato sappiamo dell’esistenza di intelligenze preesistenti, che un Dio onnipotente ha organizzato ed elevato allo stato di Suoi figli e figlie spirituali.

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Egli definì delle leggi che, se seguite, avrebbero consentito ad ognuno di questi di progredire fino a diventare come Lui. Come sarebbe stato tracciato questo progresso? “Precetto dopo precetto, regola dopo regola, un poco qui, un poco là” (Isaia 28:10).

Se un progresso di questo tipo richiede un cambiamento costante, allora deve essere istituito un tempo entro il quale progredire. Il tempo, per definizione, è il periodo intercorrente tra un inizio ed una fine.

Quando il Padre diede avvio alla sua opera con i Suoi figli, diede inizio anche al tempo, poiché il processo da seguire era, ed è, sequenziale.

Un giorno diventa due, un secolo diventa due e così via. Il tempo procede verso una direzione definita: in avanti, poiché scorre verso una fine.

Al momento opportuno, il Padre Celeste farà qualcosa che porrà termine al tempo. Questo evento si avvicina sempre di più, il che significa che qualsiasi cosa soggetta al tempo presente si stia muovendo verso una conclusione inesorabile.

Quando tutto ebbe inizio

Quando tutto ebbe inizioGesù Cristo ci disse di essere con il Padre sin dall’inizio. Quando ebbe luogo l’inizio? Ebbe luogo quando il Padre diede avvio al Suo piano inteso per esaltare i Suoi figli spirituali.

Il piano venne presentato agli spiriti nel corso di un grande consiglio. Gesù Cristo si trovava invero con il Padre in quell’episodio iniziale, poiché fu scelto per essere il Messia.

Come tale, avrebbe sacrificato la Sua vita per redimere le anime e realizzare il piano evangelico del Padre. Con l’Agnello immolato fin dalla fondazione del mondo, il piano di salvezza poteva davvero avere inizio.

Era necessario che si creasse un mondo dotato di tutto ciò che avrebbe permesso ai figli di Dio di abitarlo, vivendo guidati dalla fede e non da ciò che avrebbero visto.

Questo mondo avrebbe dovuto essere adatto ad ospitare i corpi fisici in cui avrebbero abitato i figli spirituali di Dio. Il bene ed il male sarebbero stati posti dinanzi a loro, affinché potessero scegliere. Queste sono le circostanze in cui tutto ebbe inizio.

Il tempo per agire

Il tempo per agireIl tempo è misurato solo dai mortali. Questo accade perché solo le persone mortali sono soggette agli effetti dell’inizio e della conclusione stabiliti dal Padre.

Ogni essere vivente scelse di prendere parte al piano del Padre per diventare come Lui. La mortalità stessa è un periodo probatorio, un tempo che consente di essere messi alla prova e di cambiare.

Il cambiamento è la misura del tempo. Il Padre vuole che i Suoi figli crescano in rettitudine, dall’inizio alla fine dei tempi. E questo avviene obbedendo al Suo vangelo. Il tempo consente di cambiare, da qui la necessità di creare il tempo.

Il mezzi previsti dal piano di Dio per cambiare trovano la loro essenza nel potere di Dio. Attraverso la fede, le persone accrescono la propria rettitudine personale, ma questo cambiamento può avvenire solo quando esiste un tempo duraturo.

Quando il Padre intraprende delle azioni per concludere la sua opera, il tempo finisce e non possono più avvenire cambiamenti.

A quel punto i figli di spirito rimangono immutati per sempre. Forse, questo è ciò che intendono le Scritture quando dicono che possiamo lavorare solo finché dura il giorno.

Quando tutto avrà fine 

Quando tutto avrà fine Quando sarà trascorso un tempo sufficiente per consentire ai Suoi figli di avere ampie opportunità di un giusto cambiamento, Dio porrà fine al tempo sulla terra.

Lo farà facendo resuscitare e giudicando i Suoi figli. La resurrezione consiste nel ricongiungimento permanente tra lo spirito preesistente e il corpo fisico.

Le Scritture descrivono questo corpo risorto come perfetto, che non si stanca né si ammala, o muore. Non cambierà mai più, pertanto, coloro che possiederanno tali corpi esisteranno al di là del tempo.

Il giudizio è la realizzazione ultima del piano di Dio. Tutti i Suoi figli verranno riportati alla Sua presenza, per rendere conto dell’uso fatto del tempo a loro disposizione sulla terra. Dio quindi assegnerà loro un regno.

Ci sono molti regni e ognuno denota un grado di gloria. L’obiettivo di Dio è quello di conferire la pienezza della Sua gloria a tutti i Suoi figli.

La pienezza della gloria di Dio è vivere il tipo di vita che Egli vive: la vita eterna. Questo significa vivere con Dio nell’unità familiare, con ogni potere e gloria per sempre.

Questi due eventi, resurrezione e giudizio, porranno fine al tempo. Non avverrà più alcun cambiamento nei figli di Dio che sono stati risuscitati. Il tempo è misurato solo da coloro che sono soggetti al periodo che intercorre tra inizio e fine.

A questo punto, ci si può porre una domanda: come può Dio sperimentare il tempo, se lo crea ma non è soggetto ai suoi effetti?

Il tempo per Dio

geova - creazione della terra

“Jehovah Creates the Earth” by Walter Rane

La prima testimonianza scritta in cui vediamo Dio confrontarsi con il tempo è il resoconto della creazione. Tutto viene creato in periodi di tempo che le scritture definiscono giorni.

Questi giorni hanno scopi specifici e prestabiliti. Ogni giorno inizia con la creazione di qualcosa: la terra, i mari, gli animali, le piante, ecc. e termina solo quando ogni rispettiva opera è completata.

Dio dice al primo uomo, Adamo, che morirà quando entrerà nella mortalità.

Questo “giorno” di vita per l’uomo può essere simile ai giorni della creazione. Ovvero, può essere la misura dell’inizio di un’opera fino al suo compimento.

L’opera di Dio relativa ai Suoi figli è di riportarli alla Sua presenza vestiti di corpi immortali. Il “giorno” di Adamo, quindi, ebbe inizio quando Dio avviò la Sua opera con lui e si concluse quando Adamo morì e fu portato davanti al Suo creatore.

Ciò rende più sensato l’avvertimento che Dio diede ad Adamo sul mangiare il frutto proibito. Dio stava illustrando la prova che avrebbe dovuto affrontare se lo avesse mangiato.

Fu la prima occasione in cui Dio rivelò il piano di salvezza.

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Una volta, il profeta Joseph Smith insegnò che per Dio non esiste davvero un passato o un futuro, ma che tutto è eterno. Dio stesso ha detto che tutte le cose sono dinanzi a Lui e che non c’è né inizio né fine alla Sua opera.

Egli spiegò ad Abramo di essere consapevole di tutte le rivoluzioni dei pianeti attorno alle stelle e che questi ingranaggi possono funzionare come un orologio.

Un modo in cui possiamo concettualizzare tutto questo è capire che i giorni di Dio sono infiniti, perché Egli ha sempre avuto innanzi a sé la Sua opera eterna.

Per lui, un giorno inizia quando si mette all’opera, crea e popola mondi e rivela il Suo vangelo alle persone. Il giorno termina quando tutto è compiuto.

Dio è infinito ed eterno ed il Suo lavoro è, allo stesso modo, infinito ed eterno. Giorno dopo giorno, avviene lo stesso ciclo di lavoro. Egli è stato presente per un certo numero di rivoluzioni planetarie, ma non sembra che questo sia importante per Lui.

Le parole “dispensazioni” e “generazioni” possono essere applicate all’idea che Dio ha del tempo, poiché Egli presiede sui Suoi figli che cambiano, che vivono nel tempo, ma Egli è e rimane infinito. Egli è l’inizio e la fine dei tempi, ma non vi dimora.

Scienza e Religione: Risolvere il problema del tempo

Il Vangelo non risolve necessariamente le differenze nelle equazioni che descrivono il tempo come universale o relativo e forse inesistente.

Ciò che fa, però, è mettere d’accordo scienza e religione, in quanto fornisce una narrazione plausibile sul perché il tempo che osserviamo esiste qui sulla terra, ma non ovunque.

Il tempo può essere un elemento cruciale del piano di Dio. Potrebbe benissimo essere la descrizione fisica, se non la sostanza effettiva, del termine scritturale “periodo di prova”.

Ci viene detto che il tempo per pentirci sta per scadere e che possiamo pentirci e cambiare solo quando esiste il tempo. Di conseguenza sembra che “urgenza” sia la parola legata al nostro “giorno”.

Scienza e Religione: il “tempo” spiegato tramite il Vangelo di Gesù Cristo è stato scritto da Tanner Willes e pubblicato sul sito thirdhour.org. Questo articolo è stato tradotto da Cinzia Galasso.