Da giovane ragazza cattolica, ho ricordi vividi del Mercoledì delle Ceneri e dell’inizio della Quaresima.

Avere un parroco che ti preme un po’ di cenere sulla fronte e guardare tutte le statue di marmo bianco della chiesa che vengono avvolte in un panno viola, sono potenti immagini sensoriali.

Ma la cosa che mi ricordo di più della Quaresima è come non sono mai completamente riuscita a mantenere il mio impegno di astenermi da ciò a cui mi ero impegnata a rinunciare.

Come molti di voi sanno, il Mardi Gras o Martedì Grasso, che ora è diventato la festa di Carnevale in Brasile o Carnevale in Italia, iniziarono come un ultimo festeggiamento, prima del giorno del pentimento e del sacrificio, che doveva durare per 40 giorni prima di Pasqua.

Le ceneri rappresentavano l’umiltà di indossare un sacco e il sacrificio che doveva essere onorato, nella decisione di negare a noi stessi qualcosa che ci piace, per i restanti giorni fino a Pasqua.

Da bambina, di solito, rinunciavo alla cosa più cara, per me, nella vita, dopo la mia famiglia e il mio cane, ovvero le caramelle.

La mia più grande debolezza arrivava sotto forma di caramelle molto piccole e Taffy avvolte nella carta stagnola colorata e in tutto ciò che conteneva cioccolato.

Vorrei poter dire che sono andata avanti per 40 giorni, senza dovermi mai pentire e iniziare di nuovo, ma non credo di esserci mai riuscita. 40 giorni sono un tempo lungo, in particolare per un bambino.

Ma ho imparato che una parte di ciò che stiamo celebrando, con la risurrezione di Cristo, è la possibilità che ognuno di noi ha di pentirsi e ricominciare da capo.

La Quaresima

E questo processo ci porta spesso, faccia a faccia, con le nostre debolezze e incapacità di cambiare da soli.

Se noi non vogliamo pentirci dell’atteggiamento che ci porta a peccare ancora e ci pentiamo soltanto per fare di nuovo quello di cui ci siamo pentiti, tutto questo fa’ diventare il pentimento una beffa.

Ma se stiamo davvero cercando di fare ciò che è giusto e continuiamo a lottare, il potere che permette l’espiazione è lì per tutti noi, ci incoraggia e ci abilita con il desiderio e la forza per continuare a provare.

Il Salvatore ci ha invitato a perdonare gli altri 70 volte 7. Forse, a volte, c’è bisogno di vedere noi stessi con lo stesso tipo di compassione che ci è richiesto di mostrare verso gli altri.

Quando arriviamo a comprendere l’amore e la compassione che Egli ha per noi, anche noi arriviamo a capire meglio i dolori patiti per le nostre debolezze e i fallimenti e anche quanto Egli sia ansioso di aiutarci ad avere successo.

Mi ricordo che, quando la Pasqua finalmente arrivava, era meraviglioso celebrare non solo che potevo mangiare quei coniglietti di cioccolato e quelle gelatine, ma che ero diventata più forte nella mia capacità di fare le cose difficili, per il Signore Gesù Cristo.

Era perfetto il mio sforzo? No. Ma sapevo che la mia offerta era stata accettata dal Signore e che avrei guardato avanti, per cercare di fare meglio quando l’anno successivo sarebbe arrivato.

Qualcuno di voi ha qualche ricordo della vostra esperienza con la Quaresima o con il potere che permette l’Espiazione?

Questo articolo è stato scritto da Bianca Palmieri Lisonbee