Nel marzo del 2011, Stacie Crimm pianse di gioia quando apprese di essere incinta all’età di 41 anni. Fu un momento felice e miracoloso, poiché i medici le avevano precedentemente detto che non avrebbe mai potuto avere dei figli.

Tuttavia, l’euforia fu di breve durata.

Alcuni mesi dopo l’inizio della gravidanza, Stacie iniziò ad avere forti mal di testa e a vedere doppio. Una tac rivelò la presenza di un cancro aggressivo che si stava diffondendo dalla testa al collo.

Senza cure adeguate, il tumore avrebbe raggiunto lo stadio terminale.

I medici le dissero che avrebbero potuto trattarlo attraverso la chemioterapia, ma che questo sarebbe probabilmente stato fatale per il bambino.

Stacie si trovò ad affrontare una scelta straziante: la sua vita o quella del suo bambino.

Scelse la vita del suo bambino, sapendo perfettamente che le sarebbe costata la sua. Rifiutò la chemioterapia. Il suo unico desiderio era di vivere abbastanza a lungo da poter tenere la figlia appena nata tra le braccia.

Un pomeriggio di metà agosto, Stacie collassò in casa sua e venne portata d’urgenza in ospedale.

Un’altra tac mostrò che il tumore si era diffuso maggiormente e che cominciava ad avvolgere il tronco encefalico, uccidendola lentamente.

Dopo due giorni passati in ospedale, il cuore di Stacie si fermò.

Mentre i medici si affrettavano a rianimarla, decisero di far nascere prematuramente la bambina, eseguendo un taglio cesareo, anche se mancavano ancora alcune settimane al compimento della gravidanza.

Il cesareo ebbe successo: nacque una bambina di circa un chilo, di nome Dottie Mae, che venne immediatamente portata in terapia intensiva.

Stacie fu rianimata, ma la sua salute continuò a peggiorare. Nelle settimane successive, sia la madre che la figlia richiesero cure mediche costanti e furono tenute separate.

A quel punto, il cancro aveva paralizzato la gola di Stacie impedendole di parlare o essere capita. Spesso sveniva. A settembre, il suo cuore si fermò di nuovo.

Smise di respirare e giacque morente, ma di nuovo i medici furono in grado di rianimarla.

Tutti sapevano che non le rimaneva ancora molto tempo. Tutti sapevano anche quale fosse il suo desiderio.

Non era ancora riuscita a tenere in braccio la sua bambina appena nata o a contare le sue dita minuscole e perfette, né a guardarla nei suoi occhi azzurri.

Pochi giorni dopo, Stacie riprese brevemente conoscenza. Le infermiere portarono la piccolo Dottie fuori dal reparto di terapia intensiva, giù per il corridoio e poggiarono la piccola bambina sul petto della madre.

Per alcuni minuti, madre e figlia si guardarono intensamente negli occhi, mentre le infermiere assistevano alla scena piangendo.

Fu un momento sacro. Nessuno disse una parola. Tre giorni dopo Stacie morì.

Le donne come esemplificazione di Cristo

Quest’anno, con l’approssimarsi della Festa della Mamma, pensa a come le madri (così come tutte le donne) siano l’esemplificazione (o il riflesso) del nostro Salvatore.

Lo riflettono in almeno tre modi significativi:

  1. Come Cristo, anche le madri versano il loro sangue e scendono nella valle della morte per generare una nuova vita. In alcuni casi, come quello di Stacie Crimm, la madre rinuncia alla propria vita per generarne una nuova. Le madri continuano quindi a sacrificarsi per far crescere, nutrire e benedire i loro figli.
  2. Paolo ha insegnato che il velo del tempio è un simbolo di Cristo (vedere Ebrei 10:19-20). Cristo è il velo attraverso il quale dobbiamo passare per accedere alla vita eterna, così come l’utero di una madre è il velo attraverso il quale tutta l’umanità deve passare per accedere alla vita mortale. Le madri costituiscono il velo ad una delle estremità del nostro viaggio, mentre Cristo è il velo all’estremità opposta. L’investitura del tempio ci fornisce un importante promemoria di questa verità, poiché le sorelle sono velate come parte dell’abito del tempio.
  3. L’amore di una madre è spesso quanto di più vicino all’amore di Dio per noi, un bambino potrà sperimentare, ed è attraverso l’amore di una madre che possiamo iniziare a comprendere tale amore.

In questi tre modi, le donne sono esemplificazioni significative di Cristo.

Ognuno di noi può trovare un modo per esprimere il proprio amore ed il proprio apprezzamento verso le donne, e la propria in particolare, per i molti sacrifici che fanno.

Questo articolo è stato originariamente scritto da Cory B. Jensen ed è stato pubblicato su ldsliving.com, intitolato 3 Powerful Ways Women Are Types of Christ. Italiano ©2019 LDS Living, A Division of Deseret Book Company | English ©2019 LDS Living, A Division of Deseret Book Company