Ricapitolando. Il 2020 è cominciato con l’Australia in fiamme. A febbraio, un virus che si è poi rivelato mortale in alcuni casi, e che nei mesi precedenti era rimasto circoscritto alla regione cinese di Wuhan, ha cominciato a diffondersi nei paesi circostanti e da lì in tutto il mondo.

Alcune settimane dopo l’OMS dichiara lo stato di pandemia globale.

Quarantena, negazionisti, rivolte, crollo della borsa e crisi economica. A questo aggiungiamo: il caso delle locuste in Africa; terremoti sparsi e catastrofi varie. Ha tutte le caratteristiche di un anno terribile. Ma non è finita qui.

Alcuni tra i peggiori eventi di questo “anno terribile”

A maggio, l’uccisione dell’afroamericano George Floyd porta alla nascita del movimento Black Lives Matter e le conseguenti rivolte e proteste diffuse in tutto il paese; ad agosto, la città di Beirut viene devastata dall’esplosione del porto, che causa duecento morti e migliaia di feriti; sempre ad agosto la costa occidentale della California è in fiamme;

A settembre scoppiano nuovi scontri tra l’Armenia e l’Azerbaigian, provocando in poche settimane quasi 5000 morti.

2020-un-anno-terribileIl 29 ottobre un ventunenne tunisino fa irruzione nella cattedrale di Notre Dame a Nizza e uccide tre persone. A pochi giorni di distanza, il 2 novembre, un 20enne apre il fuoco nella zona della sinagoga in centro a Vienna.

Nello stesso mese l’Etiopia è sull’orlo della guerra civile a causa di presunte elezioni illegali; per citare solo alcune delle cose terribili cui abbiamo assistito a livello globale in questo 2020.

Concorderete con me sul fatto che allo scoccare della mezzanotte tra il 31 dicembre e il primo gennaio abbiamo tutti tirato un sospiro di sollievo. Certo, i problemi e le catastrofi non spariranno tutte d’un colpo, solo perché il pianeta ha completato un giro attorno al sole.

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È vero però che l’inizio di un nuovo anno porta sempre con sé un senso di rinascita e una ritrovata speranza nel fatto che le cose possano cambiare, spingendoci ad essere delle persone migliori, o per lo meno a provarci per le prime 3 settimane.

Tempi inusuali possono portare ricompense (e insegnamenti) inusuali

Ma è davvero stato un anno terribile senza possibilità di riscatto? Nonostante sia stato difficile e sofferto per tutti, mi piace pensare che ognuno di noi abbia almeno imparato qualcosa.

Sono convinta che una sofferenza che non ci insegni nulla, sia una sofferenza sprecata. Beninteso, la sofferenza di per sé non porta alcun insegnamento. Siamo noi a dover mettere il dolore in prospettiva ed imparare ciò che c’è da imparare, che sia temporale o spirituale.

E poiché ognuno di noi è diverso e vive le esperienze della vita in modo diverso, ho voluto chiedere ad alcuni amici cosa abbiano imparato da questo bizzarro, a tratti esilarante, anno appena trascorso:

Insegnamento #1

Rimanere molto tempo a casa ha messo in discussione le nostre abitudini e ci ha insegnato che è importante mantenere dei ritmi equilibrati, tanto nel sonno quanto nell’alimentazione; In caso contrario, a lungo andare il corpo ne risente.

Inoltre, non vale la pena di stressarsi troppo appresso alle faccende di casa. Saranno sempre lì ad aspettarci, ed una volta completate dovremo farle di nuovo il giorno dopo.

Insegnamento #2

È importante essere sempre preparati e continuare a farlo, sotto ogni aspetto: finanziario, materiale e spirituale. Farlo ci dona pace e sicurezza anche nei momenti più tragici e a discapito di tutto.

Insegnamento #3

Godere del tempo passato in solitudine. La quarantena forzata ci ha dato l’opportunità di spendere del tempo con noi stessi; tempo per pensare, ponderare, riflettere sulla propria vita.

Abbiamo avuto più tempo per leggere le scritture, pensare alle cose fatte nel passato e stabilire nuovi obiettivi. È stata un’opportunità per avvicinarsi a Dio.

Insegnamento #4

Il 2020 ci ha insegnato l’importanza di essere flessibili e di vivere IL e NEL presente;

Spesso la vita non va secondo i nostri piani e va bene così. Siamo creature abitudinarie, ma spezzare queste abitudini e crearne di nuove può essere una buona cosa. La vita va avanti, e sta a noi decidere come reagire.

Dovremmo evitare di preoccuparci eccessivamente del domani e delle cose che non possiamo controllare, e concentrarci sull’amare e il perdonare coloro che ci stanno attorno.
Ci ha insegnato anche a cogliere ogni opportunità perché ora è il momento di realizzare i propri sogni.

Insegnamento #5

Capire quali sono le cose che davvero contano e rivalutare le nostre priorità.

Il 2020 ci ha insegnato ad apprezzare le piccole cose: i momenti con la famiglia e quelli con gli amici; la normalità; la libertà; persino l’aria che respiriamo.

Passare tanto tempo in famiglia ci ha dato l’opportunità di superare le nostre differenze e avvicinarci di più l’uno all’altro.

Insegnamento #6

Il 2020 ci ha insegnato che una situazione negativa può trasformarsi in un’opportunità. Le cose brutte succedono a prescindere dalla propria fede in Dio.

Quando questo accade è meglio tenersi saldi alla propria testimonianza ed utilizzare le difficoltà per essere fortificati.

Le avversità fanno parte del nostro progresso su questa terra, ma il Padre Celeste sarà sempre al nostro fianco per aiutarci e mostrarci la via attraverso il Suo amore.

Essere grati ci aiuta ad attrarre più cose per cui essere grati.

Insegnamento #7

Quest’anno ci ha dato la possibilità di connetterci con gli altri su livelli differenti, e grazie alla tecnologia, di conoscere e stringere amicizia con persone fisicamente lontane da noi.

Per avvicinarsi agli altri, è necessario lasciare a nostra volta che gli altri avvicinano a noi, senza chiudersi a guscio, mettere maschere, interpretare ruoli.

Se si desidera costruire dei legami veramente importanti, che si tratti di amicizia o amore, bisogna mettersi in gioco e dare tutto di noi stessi, senza paura di essere rifiutati.

Attraversare una pandemia globale, affrontare la difficoltà insieme, ci ha resi più vulnerabili e più disposti ad essere autentici nei nostri rapporti con il prossimo.

Insegnamento #8

Essere pazienti. Con gli altri e con noi stessi. Conoscere, riconoscere e accettare i propri limiti senza correre più veloce di quello che possiamo. Il 2020 ci ha insegnato a credere in noi stessi e nei nostri talenti.

Insegnamento #9

L’umorismo rende migliore ogni cosa. A dispetto di tutte le difficoltà che questo anno terribile ha portato, per molti versi è forse stato l’anno più esilarante di tutti. Chi non ha riso almeno ad un meme o una battuta sul 2020?

Insegnamento #10-11-12… 

Affidarsi a Dio, in qualunque circostanza.

Su quest’ultimo punto vorrei soffermarmi. Molte cose brutte accadono in tutto il mondo ogni anno. Questa pandemia (non che sia una cosa da poco) si è soltanto aggiunta alle tante catastrofi e sofferenze cui assistiamo ogni giorno.

L’unica differenza, forse, è che ci ha privati di quella normalità che davamo tanto per scontata.

Tutto questo per dire che, a prescindere dal virus, ognuno di noi si è trovato ad affrontare difficoltà e prove quotidiane che sarebbero comunque state lì, e ha cercato di farlo al meglio che poteva, talvolta dovendo camminando al buio, senza avere la benché minima idea di quello che riservasse il futuro.

Nei momenti di maggiore difficoltà le scritture ci aiutano ad avere una prospettiva eterna—anche in un anno terribile come il 2020

In questi mesi così difficili, in tutti i momenti in cui mi era impossibile vedere una soluzione ai problemi che ero costretta ad affrontare, due sono gli episodi dalle scritture che mi sono giunti alla mente e che mi hanno aiutato ad andare avanti.

Il primo è quello in cui Gesù seda la tempesta mentre attraversa il lago insieme ai discepoli.

Tu sei la chiesaNon so se si tratti di una traduzione poco precisa o di un rendiconto troppo sommario degli eventi, ma mi sono sempre chiesta come facesse il Salvatore a dormire nel bel mezzo di una burrasca.

Ho immaginato la pioggia, i venti, il frangersi delle onde, la barca sballottata di qua e di là. Come ha fatto Gesù a non svegliarsi prima che lo chiamassero i discepoli? Non lo so.

Non saprei dire se il Salvatore riuscisse davvero a dormire in mezzo a quella baraonda. Ciò che so e che ho imparato, però, è ciò che questa immagine simboleggia.

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Il Salvatore era perfettamente tranquillo anche in quella che, agli occhi esterni, poteva sembrare una catastrofe perché Lui sapeva di avere tutto sotto controllo, e a tempo debito comandò ai venti di cessare e alle onde di fermarsi.

Spesso ci capita di ritrovarci metaforicamente nel bel mezzo di una tempesta senza neanche sapere quando siamo saliti sulla barca.

L’unica cosa che possiamo fare in queste situazioni è affidarci completamente al Padre celeste e al Salvatore; riconoscere che Essi hanno tutto sotto controllo e che a tempo debito agiranno per il nostro bene, anche quando davanti a noi non vediamo nessuna via d’uscita.

È possibile avere pace e conforto nel nostro cuore quando sembra che tutto attorno a noi stia colando a picco? Sì. Non dobbiamo temere. Non dobbiamo dubitare. Dobbiamo tenerci saldi alle nostre alleanze e avere fiducia in Colui che è al comando.

Il secondo episodio riguarda il periodo di ingiusta prigionia che Joseph Smith trascorse nel carcere di Liberty. Questo viene definito da molti, tra cui l’Anziano Holland, la prigione/tempio.

Quest’esperienza fu forse una delle prove più difficili che il profeta dovette mai affrontare nel corso della sua vita, tanto da spingerlo ad esclamare:

“O Dio, dove sei? E dov’è il padiglione che copre il tuo nascondiglio?” (DeA 12:1).

E tuttavia, fu una delle esperienze più istruttive della sua intera esistenza. Fu in questa dolorosa occasione che ricevette la rivelazione oggi contenuta nel capitolo 122 di Dottrina e Alleanze.

Una delle sezioni più profonde e toccanti di tutto il libro. Fu lì che acquisì quella conoscenza spirituale che gli sarebbe poi servita per affrontare l’ultima prova di tutte: il martirio nel carcere di Carthage, attraverso il quale suggellò la sua testimonianza con la propria vita.

Difficilmente ci verrà chiesto di dare la nostra vita per quello in cui crediamo.

Quando però anche noi ci chiediamo dove sia Dio e dove sia il padiglione che copre il Suo nascondiglio, dove sia la Sua protezione, possiamo rivolgerci a Lui in preghiera e chiederGli di darci occhi per vedere.

Vedere le prove che stiamo affrontando nella giusta prospettiva, con la Sua prospettiva, e imparare ciò che vorrà insegnarci. Possiamo chiederGli di trasformare i nostri momenti di maggiore sofferenza nel nostro “luogo sacro” e donarci la pace ed il conforto cui aneliamo.

In conclusione

messaggio di speranza e gratitudine durante la pandemiaQuindi, come abbiamo visto, quest’anno così terribile all’apparenza ci ha insegnato un mucchio di cose.

Chi scrive lo fa col massimo rispetto e massimo sostegno per tutte quelle persone che quest’anno sono state direttamente colpite da questa pandemia globale e che hanno perso tanto.

Quello che però vorrei sapeste è che Dio è al comando, che non è stato colto di sorpresa da tutte quelle catastrofi che hanno caratterizzato il 2020.

È possibile trovare del buono anche in un anno terribile come quello appena trascorso, se solo siamo disposti ad aprire gli occhi per vedere ed il cuore per sentire.

Come ha dette il presidente Russell M Nelson a quest’ultima conferenza generale: “Tempi inusuali possono portare ricompense inusuali”.

Egli ha aggiunto:

“Prego che noi, come popolo, stiamo usando questo momento particolare per crescere spiritualmente. Siamo qui sulla terra per essere messi alla prova, per vedere se sceglieremo di seguire Gesù Cristo, per pentirci regolarmente, per imparare e per progredire.

Il nostro spirito desidera fortemente progredire e il modo migliore per farlo è rimanere saldi sul sentiero dell’alleanza.”

Un anno si è appena concluso, uno nuovo ci attende e insieme a lui tante altre occasioni di crescita e apprendimento.

Quali sono alcune delle cose che voi avete imparato quest’anno? Se desiderate farcelo sapere, scrivetecelo in un commento qui sotto.