A tutti, prima o poi, capita di perdere una persona cara; che sia all’improvviso, dopo una lunga e sofferta malattia o a causa del naturale evolversi dell’esistenza terrena.

È in questi momenti che siamo portati a chiederci se esiste un’altra vita dopo la morte, se ci attende qualcosa nell’aldilà o se avremo mai l’opportunità di rivedere la persona cara che non c’è più.

Forse non possiamo rispondere da un punto di vista scientifico, non al momento perlomeno;

Ma attraverso gli occhi e il cuore della fede possiamo con certezza rispondere: sì, c’è una vita dopo questo vita, e un giorno potremo rivedere i nostri cari. 

Per capire cosa ci attende dopo, è necessario fare un passo indietro e conoscere cosa c’è stato prima. 

Dove eravamo prima di venire su questa Terra?

Prima di venire su questa terra, vivevamo alla presenza del nostro Padre celeste e di Gesù Cristo. Eravamo tutti fratelli e sorelle, generati spiritualmente da Genitori celesti.

Tuttavia, non eravamo ancora come Dio è, ovvero con un corpo perfetto e glorificato, ma entità con un corpo di spirito e ancora tutto da imparare.

Poiché, quale Padre amorevole, Dio desiderava che avessimo tutto ciò che Egli possiede, mise a punto un piano, chiamato “piano di salvezza” o “piano di felicità”, che prevedeva che venissimo su questa terra, prendessimo un corpo di carne ed ossa soggetto alla mortalità, facessimo delle esperienze, formassimo delle famiglie e tornassimo a Lui attraverso la morte fisica. 

Per farlo, creò una meravigliosa terra dove potessimo abitare e sviluppare il nostro pieno potenziale, e fornì un Salvatore che compisse un’Espiazione e ci indicasse la via per tornare a casa attraverso il Vangelo, perché sapeva che da soli non ne saremmo stati in grado.

Ma come facciamo a sapere queste cose? Dalle scritture sappiamo che Dio ci conosce da prima che nascessimo. Egli infatti disse al profeta Geremia:

“Prima ch’io ti avessi formato nel seno di tua madre, io t’ho conosciuto; e prima che tu uscissi dal suo seno, io t’ho consacrato e t’ho costituito profeta delle nazioni” (Geremia 1:5).

Similmente, Paolo testimoniò ai santi di Roma riguardo alla nostra natura divina:

“Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figliuoli di Dio; e se siamo figliuoli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pur soffriamo con lui, affinché siamo anche glorificati con lui” (Romani 8:16-17).

Quindi, adesso che sappiamo a grandi linee da dove veniamo e qual è lo scopo di Dio per noi, vediamo di capire dove andremo dopo questa vita. 

Leggi anche: Paura di morire? Che cosa sappiamo sulla vita dopo la morte?

Come sarà la vita dopo la morte?

Per quanto possa essere triste da un punto di vista umano, nel grande piano di felicità di Dio, la morte altro non è che un passaggio; la fine della vita sulla terra e l’inizio di una vita in una dimensione spirituale.

Abbiamo detto che prima di venire su questa terra eravamo degli spiriti. Quando siamo nati, il nostro spirito ha ricevuto un corpo di carne e ossa.

Quindi, noi esseri umani siamo formati da uno spirito (che molti chiamano comunemente “anima) e da un corpo fisico.

Con la morte, il nostro spirito si separa nuovamente dal nostro corpo, e va ad abitare in quello che chiamiamo mondo degli spiriti.

Tutto ciò che sappiamo riguardo al mondo degli spiriti è che si tratta di un luogo di attesa provvisorio, dove possiamo continuare ad imparare e progredire, e che è diviso un due sezioni: il “paradiso”, ovvero un luogo di pace e serenità in cui dimorano tutte quelle persone che hanno scelto di seguire Gesù Cristo mentre erano in vita, e un luogo chiamato “prigione”, in cui dimorano tutti coloro che non hanno scelto, o non hanno avuto l’opportunità, di seguire il Salvatore.

In realtà, la cosiddetta “prigione” è un luogo meno funesto di ciò che sembra.

Agli spiriti che la abitano viene predicato il Vangelo da coloro che si trovano nella condizione di “paradiso”, ed essi hanno l’opportunità di accettarlo, imparare e continuare a progredire.  

Nei tre giorni trascorsi tra la Sua morte e la Sua resurrezione, Gesù organizzò l’opera di predicazione del Vangelo nel mondo degli Spiriti. In 1 Pietro 3:18-20 leggiamo:

“Poiché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, egli giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio; essendo stato messo a morte, quanto alla carne, ma vivificato quanto allo spirito; e in esso andò anche a predicare agli spiriti ritenuti in carcere, i quali un tempo furon ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava…” (enfasi aggiunta).

Il mondo degli spiriti è un’ulteriore dimostrazione di quanto il Padre celeste ci ami e desideri a tutti i costi che torniamo a Lui.

Quanto a lungo gli spiriti di coloro che non ci sono più rimangono nel mondo degli Spiriti?

Forse vi starete chiedendo: se è un luogo di permanenza provvisoria, quanto rimarremo nel mondo degli spiriti? 

Non lo sappiamo con esattezza, ma sappiamo che non è la nostra destinazione definitiva e sappiamo quello che succederà dopo.

Attraverso il Suo sacrificio espiatorio, che comprende le sofferenze nel giardino del Getsemani, la morte sulla croce e la risurrezione al terzo giorno, Gesù Cristo ha sconfitto la morte fisica e permesso ad ogni essere che sia mai vissuto, e che mai vivrà sulla terra, di risorgere per non morire mai più.

Ciò vuol dire che, un giorno, il nostro spirito sarà ricongiunto al nostro corpo, un corpo perfetto e libero dalle sofferenze e dalle limitazioni della mortalità.

Questa risurrezione si adempirà alla Seconda venuta del Salvatore. Questo è quello che apprendiamo dalle scritture. 

Infatti, ai santi che abitavano a Corinto, Paolo insegnò: 

“Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini.

Ma ora Cristo è risuscitato dai morti, primizia di quelli che dormono.

Infatti, poiché per mezzo d’un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo d’un uomo è venuta la risurrezione dei morti.

Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saran tutti vivificati; ma ciascuno nel suo proprio ordine: Cristo, la primizia; poi quelli che son di Cristo, alla sua venuta” (enfasi aggiunta); (1 Corinzi 15:19-23).

Sapere che un giorno Cristo ritornerà e che grazie a Lui tutti risorgeremo è molto importante, perché ci aiuta ad avere una visione più ampia della vita e ad affrontare le prove con speranza nel dolore, e non con disperazione. 

Leggi anche: Vita Dopo la Morte: 6 Principi sul Mondo degli Spiriti

Come sarà la vita dopo la morte e cosa accadrà dopo la Risurrezione?

preghiera e digiunoQuando il corpo e lo spirito saranno riuniti mediante la risurrezione, verremo portati alla presenza di Dio e verremo giudicati.

Poiché Dio è un Dio misericordioso ma anche giusto, ognuno riceverà la ricompensa che merita secondo le proprie opere e i propri desideri.

Questo comporta che vi siano diversi gradi di “ricompensa”, che noi chiamiamo “gradi” o “regni di gloria”. Nello specifico sono 3: regno celeste, regno terrestre e regno teleste.

Il regno celeste è il più alto grado di gloria. Chi vi risiede otterrà la vita eterna, ovvero la possibilità di stare alla presenza di Dio per l’eternità, diventare come Lui e ricevere una pienezza di gioia.

Se è vero che tramite la Sua risurrezione Cristo ha permesso a tutti di ricevere il dono dell’immortalità, solo coloro che tramite le loro opere hanno deciso di obbedire ai comandamenti di Dio e seguire Gesù Cristo perseverando fino alla fine otterranno la vita eterna, e quindi la possibilità di dimorare nel regno celeste.

Nelle scritture questo regno è paragonato alla gloria del sole. 

Le persone che non accettano il Vangelo di Gesù Cristo e le sue alleanze, ma che vivono in maniera onorevole riceveranno un posto nel regno terrestre.

Questo regno è paragonato alla gloria della luna.

Coloro che invece in questa vita hanno perseverato nel peccato e non si sono pentiti riceveranno una ricompensa nel regno minore, ovvero il regno teleste.

Questo regno è paragonato alla gloria delle stelle. 

“Ci sono anche de’ corpi celesti e de’ corpi terrestri; ma altra è la gloria de’ celesti, e altra quella de’ terrestri.

Altra è la gloria del sole, altra la gloria della luna, e altra la gloria delle stelle; perché un astro è differente dall’altro in gloria” (1 Corinzi 15:40-41).

Inoltre, coloro che otterranno il regno celeste, non soltanto potranno dimorare alla presenza di Dio, ma stare insieme ai propri cari come famiglia per tutta l’eternità. 

Quindi, dalle scritture apprendiamo che l’esistenza umana non si limita alla vita terrena.

Siamo esistiti prima di nascere e continueremo ad esistere dopo aver lasciato questo corpo mortale.

Sapere che esiste una vita dopo la morte può aiutarci a mettere le difficoltà della vita in prospettiva e a superarle più facilmente. 

Leggi anche: 7 domande molto interessanti sulla vita prima e dopo la morte

Per saperne di più su la vita dopo la morte contatta i nostri missionari, saranno lieti di rispondere alle tue domande. Trova i missionari più vicini a te su venireacristo.org oppure : Chatta con noi

chatta con noi