In ogni miracolo Dio rivela qualcosa del Suo carattere e dei Suoi attributi. I miracoli sono inspiegabili dalle leggi della natura.

Noi che li riceviamo, non possiamo duplicarli. Grandi o piccoli, i miracoli di Dio attestano la Sua vicinanza e il Suo interesse per il nostro benessere.

Di tanto in tanto, intravvediamo l’arrivo inaspettato del Suo affetto, quelle offerte quasi anonime che sembrano dire: “Sono consapevole. Sono vicino. Ti amo.”

I miracoli di Dio spesso arrivano quando c’è bisogno di un aiuto straordinario. Essi ci forniscono la prova dell’esistenza di Dio e ci mostrano il Suo coinvolgimento attivo nella nostra vita.

I miracoli di Dio danno speranza, sono ricompense per ancorare la fede e dimostrare che le nostre preghiere sono ascoltate e le risposte arrivano. Ecco delle storie di miracoli che rivelano la prescienza di Dio.

Il secchio arrugginito pieno di acqua piovana

acqua piovana

Mia madre era una donna di grande fede. Era sua abitudine non lasciar passare mai un giorno senza pregare Dio per richiedere la Sua vigile cura.

Quando ero bambino e vivevamo a Monroe, in Louisiana, una notte mia madre fece un sogno: sognò che stava guidando lungo una strada di campagna, mia sorella ed io giocavamo sul sedile posteriore della vettura.

Lungo il tragitto mia madre improvvisamente guardò nello specchietto retrovisore e vide del fumo e delle fiamme venire fuori dalla macchina.

Rapidamente, sterzò verso il bordo della strada, saltò fuori e cominciò a cercare qualcosa per spegnere le fiamme.

In un canalone vicino notò un secchio arrugginito pieno di acqua piovana. Lo prese e corse verso la macchina, svuotando il secchio sul fuoco.

Uno strano sogno, pensò mia madre al suo risveglio. E lo dimenticò.

La mattina seguente, mia madre prese me e mia sorella e salimmo in macchina per fare un viaggio di sessanta miglia per partecipare alla riunione sacramentale.

Circa a metà del percorso, su una strada poco frequentata, vide improvvisamente delle fiamme e del fumo venir fuori dal bagagliaio della macchina.

Io e mia sorella eravamo spaventati, ma grazie del suo sogno mia madre sapeva cosa fare.

Accostò al lato della strada, scese dalla macchina, nei pressi di un canalone lì vicino, trovò un secchio arrugginito pieno di acqua piovana e spense il fuoco.

Poi riprese fiato e offrì una semplice preghiera di gratitudine. Si sistemò di nuovo in macchina e guidò fino alla chiesa.

Fare la conoscenza di Dio ed imparare a confidare in Lui

ricevere dei miracoli da Dio

Le persone che ricevono dei miracoli da Dio spesso considerano le loro esperienze come una terra santa su cui conoscere il Donatore.

Doni diversi ed intimamente personali sono tessuti da un telaio comune e portano in coloro che li ricevono una profonda fiducia nel loro Padre in cielo. Riporre la speranza nel Datore dei doni non è uno sforzo vano, dopo tutto.

A volte coloro che ricevono i miracoli, fanno l’esperienza di un intervento molto forte, altre volte essi arrivano come tranquille note d’amore.

In entrambi i casi, coloro che ricevono i miracoli sperimentano un aumento della fede, in modo che quando incontrano ancora delle difficoltà, sono meglio preparati per fare ancora una volta appello ad un Padre amorevole che ha la capacità di aiutare, che è a conoscenza di quello che si sta vivendo ed è abbastanza coinvolto per aiutare i Suoi figli.

Coloro che ricevono i miracoli credono che la loro speranza sia ancorata a qualcosa di sostanziale. In poche parole, essi credono di non essere soli.

Questo non vuol dire che vi è un’equazione per l’intervento di Dio: A + B = C. La nostra definizione di liberazione dai problemi raramente coincide con quella di Dio.

Non siamo in grado di dettare né scadenze né termini.

Tuttavia possiamo essere assolutamente certi che ogni nostra preghiera è stata esaudita e che conta e, da qualche parte nel processo di elaborazione, avverrà un incontro divino. Un figlio, in Utah, racconta:

Quando mia madre stava morendo di cancro, ha chiesto una benedizione per conoscere la volontà del Signore.

Ho accettato di darle la benedizione, ma sapevo che sarebbe stata la più dura della mia vita. Sapevo che non era difficile per il Signore.

Sapevo che poteva guarire il cancro facilmente come fosse un raffreddore. Ma io dovevo prepararmi. Non osavo avvicinarmi a questa benedizione in modo superficiale.

Nel corso dei giorni seguenti, ho frequentato il tempio, ho pregato e mi sono umiliato davanti al Signore. Ho letto le Scritture riguardanti le manifestazioni miracolose di potere e guarigione.

Ho chiesto consiglio ai saggi che avevano trascorso una vita esercitando il loro sacerdozio rettamente.

Poi ho cominciato a digiunare. Non avrei mangiato fino a quando non avrei dato quella benedizione. Mia madre savrebbe vissuta altre sei ore.

Mentre guidavo, quella notte, ho pregato in continuazione.

Ho cercato di togliere ogni dubbio dalla mia mente. Sapevo che Dio poteva guarire mia madre; sapevo che il sacerdozio era potere; sapevo che l’ordinanza di unzione e di suggellamento era stata data proprio per questo scopo.

Ero arrivato a quel punto di fiducia e chiarezza. Avevo messo da parte la tentazione e stavo pianificando la benedizione. Non avevo voglia di essere eloquente o intelligente.

Volevo solo affermare quello che mi avrebbe dettato lo Spirito e mi sentivo pienamente in grado di pronunciare la promessa di guarigione e di assistere ad un miracolo.

Non voglio raccontare la mia reazione ad un passo dalla stanza della mamma e mentre mi rendevo conto di quanto fosse fragile ed indebolito il suo corpo.

Le mie emozioni erano così tenere. Amavo mia madre. Come avrei voluto avere il permesso divino di pronunciare le parole di guarigione.

La nostra famiglia si inginocchiò in preghiera. Pregammo per ricevere un miracolo. Ero sicuro che sarebbe arrivato. Ed è arrivato.

Nel momento in cui ho messo le mani sul capo di mia madre, lo Spirito ha detto: “No”.

Non ero preparato alla risposta. Sentivo mia madre rilassarsi sotto le mie mani.

Il miracolo seguì subito dopo: pronunciai dolci parole di conforto e di pace, ogni parola era dettata da un influsso amorevole che la conosceva bene e comprendeva il suo dolore. La mamma stava andando a casa.

I miracoli edificano la fede in Dio

Nelle lezioni sulla fede, il profeta Joseph Smith ha illustrato i fondamenti della nostra fede in Dio. Imperativo in questo processo è l’avere una giusta idea degli attributi perfetti di Dio, il carattere, il potere, la conoscenza e l’amore.

La speranza e la fede in Dio accendono la convinzione che Egli possieda questi e altri attributi nella perfezione. Altrimenti a cosa serve rivolgersi a Dio?

In tempi di urgenza speriamo che Dio abbia il potere di aiutare, speriamo che egli ci conosca e speriamo che ci ami abbastanza da correre in nostro soccorso.

Ci rivolgiamo a Dio e imploriamo i suoi miracoli, perché crediamo che Egli abbia la capacità e la volontà di concederli.

Alla fine, forse, non c’è modo migliore per conoscerLo. Ecco una storia che rivela la potenza di Dio.

Cadere dal tetto la notte di Halloween

zucca di Halloween

Mio figlio Jon e i suoi amici, allora adolescenti, erano stanchi di fare dolcetto o scherzetto, ad Halloween. Uno dei ragazzi era il figlio del mio amico, Lee.

Il suo tetto poteva essere facilmente scalato e spesso i nostri figli lo facevano. Per un agile 16enne, veniva richiesto un piccolo sforzo per scavalcare la recinzione e saltare sul tetto.

Alla ricerca di maggiore eccitazione durante la noiosa notte di Halloween, i ragazzi sono saliti sulla cima del tetto di Lee per decidere cosa fare.

Qualcuno ha suggerito di prendere un microfono per spaventare i bambini che passavano lungo la strada per fare “dolcetto o scherzetto”. Nessuno fu contrario.

Lo scherzo doveva compiersi in questo modo: si sceglieva una vittima, si urlava nel microfono e, poi, si correva dall’altro lato del tetto, per nascondersi.

Si stavano divertendo. I ragazzi avevano appena spaventato un altro bambino ignaro ed erano corsi dall’altro lato del tetto, quando improvvisamente Jon scomparve. I suoi amici sentirono un tonfo qualche metro più giù.

Quando ho ricevuto la telefonata di Lee, egli riuscì soltanto a dirmi: “Jon è stato ferito. Sta piuttosto male.”

Sono arrivato proprio mentre l’ambulanza lo stava caricando. Mio figlio era disteso sulla schiena, incosciente e dolorante. Quando i paramedici hanno acceso una torcia puntandola su di lui, ho visto il sangue uscire dalle orecchie.

“È caduto direttamente sulla testa e sulla spalla destra” ha detto uno di loro.

Ho cercato di raggiungerlo, ma mi è stato impedito. “Può essersi ferito al collo o alla schiena” mi è stato detto.

Lee, anticipando il mio bisogno di avere un amico vicino, mi ha detto: “Vengo con te al pronto soccorso.”

In ospedale, nulla mi aveva preparato alla vista dei medici che tagliavano via la camicia di Jon. Stava ancora sanguinando dalle orecchie. Il suo viso si stava gonfiando.

La sua clavicola destra cercava di sporgere attraverso la pelle e mi era stato detto che si era rotta.

“Il sanguinamento significa che ha una ferita alla testa?” chiesi.

“E’ il segno della commozione cerebrale. Non ha un bell’aspetto.”

“E il collo e la schiena?”

“Abbiamo ordinato una TAC.”

Quando i medici hanno lasciato la stanza, ho detto a Lee: “Ho così paura per Jon. Mi aiuterai a dargli una benedizione del sacerdozio?”

Lee è un uomo di grande fede. La mia richiesta non lo aveva messo a disagio. Nel corso degli anni io e lui eravamo stati insegnanti familiari e avevamo dato molte benedizioni insieme.

In altre situazioni difficili, lo avevo visto parlare dei suoi problemi al Signore, con la certezza che sarebbe stato ascoltato e avrebbe avuto una risposta.

A volte, mi ero inginocchiato con lui e lo avevo sentito riversare il suo cuore.

Questo doveva essere un altro di quei momenti. Restammo su entrambi i lati del letto di Jon e chiedemmo un miracolo di guarigione.

Poi, posammo le mani sulla testa di mio figlio e pronunciammo la benedizione. Quando finimmo, i medici fecero dei raggi a Jon.

Durante quella lunga notte, mentre guardavamo il corpo privo di sensi di Jon sottoposto a scansione, parlammo di Dio, di fede e di miracoli del passato.

Non sapevo cosa sarebbe successo. Periodicamente chiamavo a casa per discutere la situazione con mia moglie, che era rimasta con i nostri figli più piccoli. Abbiamo cercato di prepararci a qualsiasi notizia fosse arrivata.

Infine, un dottore ci ha raggiunto e si è avvicinato a me e Lee, con i risultati dei raggi-x. Il suo discorso era molto clinico. Parlava delle ossa, delle cartilagini in accrescimento e della commozione cerebrale evidente.

“Si è fermato il sanguinamento dalle orecchie?” chiesi. “C’è qualche danno al cervello?”

“Tutto fermo, senza danni.”

“E qualcosa di rotto? La schiena, il collo?”

“Non ci sono rotture”.

“Nemmeno l’osso del collo?” chiesi stupito.

“Niente. Avrà probabilmente mal di testa per un paio di giorni “.

Jon si svegliò 24 ore più tardi con il mal di testa previsto, non ricordava nulla della sua caduta dal bordo del tetto. La sua ecchimosi andò via nel giro di pochi giorni e ricominciò a giocare con attenzione con i suoi amici.

I miracoli di Dio sono doni. Sono regali per definizione, sono offerte pure e volontarie di amore, la prova indiscutibile dell’affetto del Donatore.

Un dono non può essere guadagnato; è donato liberamente senza aspettarsi di avere nulla in cambio. Inoltre, insito nel dono è la personalità del Donatore.

I doni di Dio, per esempio, rivelano i suoi perfetti attributi: il carattere, il potere, la consapevolezza, l’amore. Su di essi si basano i credenti e su essi fondano la loro fede.

Ecco una storia che rivela l’amore di Dio.

Per la prima volta, ho visto un uccello

Una delle creazioni di Dio sono gli uccelli

Sono nato con una visione parziale che non è correggibile, ma non ho mai lasciato che la mia disabilità mi impedisse di godermi la vita.

Sono sposato, ho sei bellissimi bambini, ho un diploma di istruzione superiore e ho partecipato a molti eventi che gli altri pensavano impossibili.

Tuttavia, ho sempre desiderato essere in grado di vedere come gli altri e di godere pienamente del mondo.

Ho sempre sognato come sarebbe cambiata la mia vita e come sarebbe stata stupefacente, se la mia vista fosse stata normale.

Una delle creazioni di Dio di cui ho goduto poco sono gli uccelli in natura. Li ho visti in televisione, nei film e nei libri, ma ho visto molto poco della loro bellezza nella vita reale.

Percepisco le loro figure muoversi da un albero o dai cavi del telefono verso il cielo luminoso, ma appaiono solo come piccoli oggetti neri contro uno sfondo luminoso.

Sento la loro bella musica, ma non riesco a vedere il loro colore e la loro grazia. Per me sono oggetti veloci, neri, che si muovono attraverso il cielo luminoso.

In un’occasione, la nostra famiglia ha avuto l’opportunità di andare al Rainier National Park ,nel periodo autunnale.

Le foglie cadevano, l’aria era nitida e chiara, il sole era luminoso e il parco era praticamente deserto.

Quando ci siamo fermati per una sosta, mia moglie ha portato i nostri figli in bagno ed io mi sono seduto su una panchina da pic-nic.

Ancora una volta ho sentito quello che non potevo vedere: il canto degli uccelli tra gli alti pini. Alzando lo sguardo, vedevo piccoli oggetti neri spostarsi da un albero all’altro.

Desideravo di poter vedere la loro bellezza e decisi di pregare Dio: “Per favore, guarisci la mia vista e permettimi di vedere queste creazioni gloriose”.

Quello che è successo dopo è stato un miracolo. Mentre pregavo, un bellissimo uccello è atterrato sulla mia mano direttamente davanti alla mia faccia.

Non era a più 30 cm di distanza, esattamente nel punto migliore della mia vista.

Per la prima volta nella mia vita, ho visto un uccello! Che mi guardava. L’uccello si muoveva permettendomi di godere della sua piena bellezza.

Continuai la mia preghiera e ringraziai Dio per questa opportunità e lo feci ogni volta che molti altri uccelli di tutte le varietà atterravano sul mio tavolo.

Poi, pregai di poter condividere questa esperienza con la mia famiglia. Quando tornarono e videro quello che stava accadendo, si sedettero in silenzio a tavola.

Gli uccelli non erano spaventati e rimasero lì. Giocammo tutti con gli uccelli fino a quando arrivò il momento di andare via.

Ho sempre ringraziato Dio per aver ascoltato la mia preghiera e perché ho sperimentato questa grande effusione del suo amore.

E’ sulla nostra terra santa personale che si ricevono i miracoli di Dio.

E’ all’interno del nostro spazio sacro individuale che sappiamo che qualcuno ci ascolta, ci conosce, ha la capacità di aiutarci e ci ama abbastanza per inondarci dei Suoi doni.

Questo articolo è stato scritto da Larry Barkdull e pubblicato sul sito ldsmag.com.  Questo articolo è stato tradotto da Cinzia Galasso