Domenica 2 dicembre, si è tenuto, come di consuetudine, il messaggio di Natale della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

La Prima Presidenza pubblica il messaggio di Natale del 2018

L’evento ha avuto inizio con un magnifico Coro del Tabernacolo che ha cantanto “Gioisca il mondo”, inno che “ci ricorda della gioia e della pace che proviamo grazie al nostro Salvatore Gesù Cristo”, e “Natal, Natal” che celebra la nascita di Cristo.

Sorella Sharon Eubank, prima consigliera della società di soccorso generale, ha condiviso due storie della sua infanzia, in cui ha imparato una lezione molto importante, che le serve ancora al giorno d’oggi: non sempre avremo successo in tutto quello che facciamo o non sempre saremo perfetti, ma il nostro Padre Celeste conosce i nostri sforzi ed il nostro lavoro sodo per raggiungere i nostri obiettivi.

E, cosa più bella, Egli ci ama a prescindere dal successo che avremo.

Se ci rivolgiamo a Lui, grazie alla Sua nascita, la Sua Espiazione e Resurrezione, Egli può colmare le nostre imperfezioni.

A seguire, l’Anziano Terence M. Vinson, della Presidenza dei Settanta, ci ha fatto notare che a prescindere dal luogo in cui viviamo, dal clima e dalle tradizioni, durante il Natale, lo Spirito di Cristo ci spinge a fare il bene, ad avere pace ed armonia e ad attutire i conflitti.

Come ci viene ricordato nella sezione 121 di Dottrina e Alleanze, la gentilezza, la longanimità, la mitezza, la benevolenza e l’amore non finto sono caratteristiche cristiane essenziali per essere Suoi discepoli.

Il vero spirito del Natale consiste nell’essere veri discepoli e nell’aiutarsi l’un l’altro.

Non abbiamo bisogno di viaggiare in Terrasanta per fare la differenza o per avvicinarci di più al nostro Salvatore. Ovunque siamo, il Natale è un periodo per concentrarci sui nostri doni personali che vorremo offrire a Gesù Cristo.

Gary E. Stevenson, del Quorum dei Dodici Apostoli, ha poi preso la parola invitandoci a riflettere: come possiamo fare spazio nei nostri cuori per Gesù Cristo?

Fermiamoci a valutare lo stato del nostro cuore! Per poter ricevere Cristo, i nostri cuori devono essere puri ed umili come il Suo.

Avviciniamoci a Dio, non solo con le nostre parole, ma con i nostri cuori, dimostrandolo con le nostre buone azioni.

A concludere il messaggio di Natale è stato l’intervento del Presidente della Chiesa, Russell M. Nelson.

“Riflettiamo sulle benedizioni che abbiamo oggi grazie alla nascita, la vita, la missione, la dottrina e l’espiazione del Signore Gesù Cristo. Consideriamo lo stato “felice e beato di coloro che ascoltano i comandamenti di Dio”.

Egli ha elogiato la fede di una bambina di 12 anni, colpita da una forma aggressiva di cancro al cervello, e della fede della sua famiglia.

Nonostante la giovane età, ella si sente in pace grazie alla conoscenza della vita dopo la morte, della prospettiva eterna, e della conoscenza dell’amore che Dio ha per lei.

Ella ha un desiderio di vivere con la sua famiglia ed il Padre Celeste per l’eternità.

I nostri desideri ci influenzano in modi molto profondi. In questa stagione natalizia, consideriamo quali sono i nostri più profondi desideri, cosa vogliamo davvero raggiungere in questa vita.

Vogliamo davvero diventare più simili a Gesù Cristo e vivere per sempre alla presenza di Dio?

In tal caso, è necessario accettare i doni che Dio ci offre. Concentriamoci su questi quattro doni:

  1. Capacità illimitata di amare. Che include la capacità di amare anche coloro che non sono molto amabili, che non ci amano a loro volta e che ci perseguitano. Chiediamo l’aiuto del Signore per amare coloro che ne hanno bisogno.
  2. Capacità di perdonare. Mediante la Sua infinita Espiazione possiamo perdonare coloro che ci hanno ferito in qualsiasi modo, anche se non ci hanno chiesto scusa.
  3. Capacità di pentirci. Il prefisso della parola “pentimento”, in greco, significa “cambiamento”, mentre il suffisso significa “mente”, ma anche “spirito, respiro, conoscenza”. Quale profondo significato quando il Signore ci invita a pentirci: Egli ci invita a cambiare la nostra mente e il nostro cuore.
  4. La promessa di vita eterna. Questo non significa solo vivere per sempre, non è solo una questione di durata, ma di qualità della vita che il Padre Celeste stesso vive. Se scegliamo di seguire Gesù Cristo e il nostro desiderio è realmente di divenire più simile a Lui, allora un giorno avremo la possibilità di vivere come Essi vivono.

La chiave per accettare questi doni è stipulare e mantenere le nostre alleanze con Dio.

Possa il vero Spirito del Natale toccare i cuori di tutti noi, possiamo noi ricordare i messaggi condivisi questo giorno dal nostro profeta e dai dirigenti chiamati da Dio, per avere gioia durante queste festività e in questa vita, e per essere una luce e un esempio per coloro che ci sono attorno.

Questo articolo è stato scritto da Sara Mondelli.