Domenica 8 dicembre, si è tenutoil consueto devozionale di Natale di Natale della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

La Prima Presidenza pubblica il devozionale di Natale del 2019

Il devozionale di Natale ha avuto inizio con il Coro del Tabernacolo sulle note di “Venite Fedeli”, che suscita un sentimento di unione per lodare la nascita di Gesù Cristo, e “For unto Us a Child is Born”, un magnifico inno che celebra Cristo quale Consolatore, Consigliere, Dio Onnipotente e Principe della Pace.

A seguire gli interventi degli oratori: Sorella Joy. D. Jones, Anziano Patrick Kearon, Anziano Ulisse Soares e Presidente Dallin H. Oaks. Vediamo un resoconto dei loro messaggi.

Sorella Jones ci ha chiesto di tenere vivi nella nostra mente i ricordi dei nostri Natali passati, l’atmosfera, le canzoni, gli odori e, più di ogni altra cosa, il ricordo della nascita del nostro Salvatore.

Vengono pubblicizzati molti “doni che non smettono mai di dare” ma la verità è che nessun dono materiale può durare per sempre.

Invece, Gesù Cristo è il dono perfetto, il “dono che non smette mai di dare”. La Sua vita, il Suo amore e il Suo sacrificio lo rendono un dono eterno, dal valore infinito.

L’Anziano KearonL’Anziano Kearon, membro della Presidenza dei Settanta, ha riflettuto su come spesso, durante la stagione natalizia, ci lasciamo prendere dai mille impegni in programma: le feste di Natale, i concerti, le cene, i regali, che rischiano di allontanarci dalla gioia che potremmo realmente provare se ci concentrassimo sulla ragione per cui celebriamo il Natale e la magnificassimo.

Egli ci ha incoraggiato a indirizzare nuovamente le nostre attenzioni sul Salvatore Gesù Cristo, che è la Luce del mondo, e a compiere la Sua opera.

“Dobbiamo stare attenti a non essere così occupati e stanchi nel tentativo di fare troppe cose, da perdere il punto focale di questo periodo e da non riuscire metaforicamente a inginocchiarci dinanzi alla mangiatoia, adorare il Re appena nato e offrirgli il nostro dono personale”.

La gioia che proviamo nelle nostre vite ha poco a che fare con le nostre circostanze e molto a che fare con ciò su cui ci focalizziamo nella nostra vita.

Come disse Presidente Nelson:

“Quando incentriamo le nostre vite sul Piano di Salvezza di Dio… su Gesù Cristo e il Suo Vangelo, possiamo provare gioia a prescindere da ciò che sta accadendo – o non accadendo – nelle nostre vite”.

Proviamo a concentrarci di più sulle cose che hanno realmente importanza e meno sulle cose che non ne hanno.

A seguire, l’Anziano Soares, membro del Quorum dei Dodici Apostoli, ha raccontato del loro primo Natale nello Utah, nel 2003.

Ulisses SoaresQuell’anno i Soares, da famiglia brasiliana quale era, ebbero diverse difficoltà nell’ affrontare il freddo inverno, con conseguenti incidenti di salute.

Ma una mattina iniziarono a ricevere aiuto da parte di due fratelli, vicini di casa, che si presero volontariamente cura di loro, spalando ogni mattina la neve dal loro vialetto e accompagnando l’anziano Soares al posto di lavoro fino alla sua ripresa.

Se volgiamo il cuore verso gli altri, come fece il Salvatore, potremo scoprire il vero significato del Natale e trovare numerose opportunità di servizio.

Possiamo portare pace e conforto alle persone che ci sono attorno e prenderci cura di loro.

Così facendo, Natale non sarà solo un giorno o una stagione di festa, bensì uno stato di essere, nel cuore e nella mente, permettendoci di sentire costantemente la gioia e l’amore che sentiamo a Natale.

Dallin H. OaksL’intervento conclusivo, prima che il coro e la congregazione si unissero nel cantare “Nato è Gesù”, è stato tenuto dal Presidente Dallin H. Oaks, primo consigliere della Prima Presidenza.

Egli ha dichiarato che avere pace è il nostro obiettivo, pace intesa come benessere e serenità, e che questa deriva dall’osservare i comandamenti di Dio.

Come affermato da Charles Dickens:

“La Cristianità è fare sempre del bene, anche a coloro che ci fanno del male.

La Cristianità è amare il nostro vicino come noi stessi, e fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi. S

e lo faremo… potremo sperare con certezza che Dio perdonerà i nostri errori e i nostri peccati, e ci consentirà di vivere e morire in pace.”

Prima di tornare al Padre, il Signore disse:

“Io vi lascio pace, vi do’ la mia pace; Io non vi do’ come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti” (Giovanni 14:27).

Dottrina e Alleanze 59:23 cita:

“Ma imparate che chi compie opere di rettitudine riceverà la sua ricompensa, sì, pace in questo mondo, e vita eterna nel mondo a venire”.

La “formula” per ricevere pace come individui, come famiglie e come nazioni è semplice: osservare i comandamenti di Dio e vivere in uno stato di rettitudine generale.

L’anziano Oaks ha concluso con due citazioni su cui siamo fortemente invitati a riflettere:

“Ogni individuo, per mezzo della dottrina di Cristo…tiene nelle sue proprie mani la pace del mondo.” (Anziano John A. Widstoe)

“Se ogni persona avesse pace nella propria anima, avrebbe pace nella sua famiglia. Se c’è pace in ogni famiglia, c’è pace nella nazione.

Se c’è pace nelle nazioni, c’è pace nel mondo.” (Anziano Eldred G. Smith)

Devozionale di Natale 2019: il vero significato del Natale è stato scritto da Sara Mondelli.