Il regno di Dio. Re Beniamino, un antico profeta del Libro di Mormon, ci lascia, nei primi cinque capitoli del libro di Mosia, un’eredità spirituale che non ha prezzo.

Tra i vari insegnamenti contenuti nel suo famoso discorso, ve n’è uno che non mi abbandona mai, forse perché sono ancora lontana dal metterlo in pratica come vorrei.

“E badate che tutte queste cose siano fatte con saggezza e ordine; poiché non è necessario che uno corra più veloce di quanto ne abbia la forza (Mosia 4:27)”.

Ricordo mia madre ripetere questo versetto come un mantra, ad alta voce, negli anni in cui i suoi figli vivevano tutti sotto lo stesso tetto.

Tra lavoro, casa, attività varie dei suo quattro figli, preparazione dei pasti, spesa, bucato e chiamate in Chiesa, spesso arrivava alla fine della giornata esausta, e svuotata.

Mia madre non è l’eccezione ma la norma della nostra società moderna, i cui ritmi intensi mettono a dura prova la nostra capacità di osservare questo consiglio di Re Beniamino.

Anche io, come voi che leggete, spesso mi sento di star correndo più di quanto ne abbia la forza, nel vano tentativo di arrivare a tutto.

Faccio parte dell’esercito di donne (e di uomini) per le quali questo versetto è stato preservato e tramandato.

Non è necessario correre più di quanto ne abbiamo la forza. Ciò che il Vangelo di Gesù Cristo richiede è altro.

Il Regno di Dio

“Ma cercate prima il regno di Dio e la sua rettitudine, e tutte queste cose vi saranno aggiunte. Non datevi dunque pensiero per il domani, poiché il domani si darà pensiero per le cose sue.

Basta a ciascun giorno il suo male (3 Nefi 13:33,34)” dice Cristo nel suo più famoso discorso riportato nelle scritture.

In questi versetti vi è il segreto per seguire l’insegnamento di Re Beniamino. L’unico modo per vivere una vita benedetta è il mettere al primo posto Dio.

Non solo quando il sole splende ma anche quando vi sono nubi all’orizzonte.

Ciò significa che quando ci svegliamo al mattino, che lo vogliamo o no, ci inginocchiamo al lato del nostro letto e riversiamo il nostro cuore a Dio in gratitudine.

Vi sono state stagioni nella mia vita, parlo degli anni dei miei studi a Siena, in cui per qualche ragione, mi veniva più naturale mettere Dio al primo posto.

Con il senno di poi posso dire che vi erano meno preoccupazioni e responsabilità di quante ne abbia oggi.

Vi ero io, i miei studi, le miei amicizie, le mie chiamate in Chiesa e tanta pace durante quei gloriosi anni che hanno preceduto la mia missione.

Erano anni in cui mi sentivo ripiena dello Spirito.

Non ero immune dagli inganni dell’avversario, commettevo errori ma mi pentivo sinceramente, cadevo e mi rialzavo velocemente, vi erano prove e tante debolezze da superare, ma il mio rapporto con Dio era forte e brillava.

Stamattina mi sono svegliata e ad essere sincera il mio primo pensiero è andato alla montagna di panni da distribuire tra i miei figli, ho pensato al piccolino di casa che ieri notte ha vomitato, mi son chiesta come avrei sopravvissuto questa giornata e questa settimana tra lavoro, casa e figli.

Sono rimasta sotto le lenzuola, sola, mio marito era già in piedi, quasi pronto per uscire per andare a lavoro, quando un versetto contenuto nel libro di Alma è venuto alla mia mente: “e quando ti alzi al mattino, che il tuo cuore sia pieno di gratitudine verso Dio”. (Alma 37:37)

Figlia mia, sono qui, fatti coraggio

cielo

Quel versetto era in netta contrapposizione con la situazione in cui mi trovavo e vi ho opposto un po’ di resistenza.

Non mi veniva naturale sentire gratitudine in quel  momento ma ho deciso e determinato che avrei provato, anche contro il mio volere.

Non mi sono inginocchiata subito ma ho lasciato che il mio cuore facesse posto a sentimenti di gratitudine.

Qualcosa di semplice e miracoloso è accaduto: il Signore mi ha confortata.

Non so spiegare come, ma tutt’ad un tratto ho iniziato a sentire il Suo amore e con tanta tenerezza, mi sono sentita circondata nelle Sue braccia, come se mi volesse dire:

“Figlia mia, sono qui, fatti coraggio, trova riposo in me e vedrai che riuscirai ad assolvere alle tue tante responsabilità, non sei sola.”

Ero un’altra persona. La vecchia Giulia di due minuti prima non esisteva più. In questa piccola esperienza personale vedo la realizzazione delle promesse che il Signore ci fa nelle scritture.

Il nostro carico non diminuisce quando scegliamo di mettere il regno di Dio al primo posto, continueremo ad incontrare tempeste spirituali anche quando ci nutriamo giornalmente della Sua parola, vi saranno ingiustizie ed ogni genere di afflizioni anche quando lasciamo che il nostro cuore si riempia di gratitudine verso il nostro Padre Celeste, ma veramente saremo in grado di andare avanti.

Quanto è misericordioso il nostro Dio! Lui sa quanto dura questa vita qui sulla terra sia per noi, creature mortali e afflitte da ogni sorta di debolezze! È esattamente per questa ragione che ci insegna a metterlo al primo posto.

Lo studio delle scritture è un investimento spirituale che non ha rivali.

Quando meno ce l’aspettiamo e quando più ne abbiamo bisogno, un versetto speciale viene alla nostra mente nei momenti di necessità.

Spesso siamo tentati di ignorarlo, ma quando seguiamo il suo insegnamento, ripetutamente, troviamo la soluzione ai nostri dilemmi.

Questa mattina è stata benedetta non perché sul mio comodino ho trovato una bacchetta magica che ho usato per eliminare i panni, preparare la colazione, mandare i bimbi a scuola e scrivere questo articolo, ma grazie a quel versetto, ho aperto il mio cuore a Dio e Lui mi ha confortata, ha eliminato le mie paure, i miei dubbi, il mio scoraggiamento.

Mi ha fatto rinascere e sono riuscita ad affrontare la mattinata con la pace nel mio cuore.

Miracolosamente mi sento piena di desiderio di adempiere alle mie responsabilità nel giusto ordine, con saggezza, senza correre più che io ne abbia la forza.

Così desidero continuare a cercare il regno di dio e la sua rettitudine prima di cercare tutte quelle altre cose che il mondo mi offre ma che non soddisfano l’anima.