Anni fa, con una sorella missionaria, facemmo un gioco. Ognuno di noi apriva le scritture, leggeva un unico versetto scelto a caso e cercava di capire quale fosse il messaggio nascosto in quelle righe.

Questo articolo segue un po’ quel principio. Ho aperto il libro di Mormon e ho letto questo versetto:

“E avvenne che, dopo che ebbe cessato di parlare al popolo, molti di loro credettero nelle sue parole e cominciarono a pentirsi e ad investigare le scritture” (Alma 14:01).

Ho pensato fosse un versetto facile di cui parlare. Poi, mi sono resa conto che, per quanto possa sembrare una cosa semplice di cui discutere, è in realtà molto più complicato seguire attivamente l’esempio di Alma e predicare il Vangelo agli altri.

È un versetto di facile comprensione e non richiede necessariamente la conoscenza di tutta la storia antecedente. Qualcuno—Alma—parlò al popolo.

Quando finì di parlare, molti gli credettero e cominciarono a pentirsi. Mi ha sempre fatto riflettere la relazione tra i soggetti che compiono le azioni in queste poche righe: una sola persona parla, molti credono e si pentono.

Mi colpisce il pensiero della potenza delle parole di un’unica persona che riesce a toccare i cuori di molti, e di quanto davvero un singolo individuo possa cambiare la vita di tanti altri.

Timore di condividere il Vangelo

Timore di condividere il VangeloNon sono una persona che parla facilmente di quella che è la propria fede e ho sempre pensato di non essere in grado di comunicare con tale forza.

Ho sempre vissuto l’aspetto religioso della mia vita come qualcosa di molto intimo, senza mai riuscire a comprendere davvero perché avrei dovuto parlarne ad altri.

Andando avanti nel mio percorso, dopo essermi battezzata nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ho iniziato a capire meglio l’importanza di essere testimone di Gesù Cristo e di parlare con gli altri di ciò che porta gioia nella mia vita.

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Eppure, c’è sempre un velo di timore quando ne parlo per la prima volta con qualcuno. Quando ci penso, mi viene in mente un discorso letto tanti anni fa, in cui anziano Robert C. Oaks, dice:

“Ma questi timori sono fondati? Quando invitate un amico a un incontro con i missionari gli state offrendo di renderlo partecipe di una cosa di grandissimo valore a voi cara: è questo offensivo?

Io e mia moglie abbiamo riscontrato che non è affatto così. Anzi, abbiamo constatato che quando chiediamo alle persone di poter parlar loro del Vangelo si rafforzano i legami di amicizia, anche se gli amici possono non abbracciare il messaggio evangelico.

Supponete di essere invitato per la prima colazione a casa di un amico. Sul tavolo apparecchiato vedete una grande brocca di spremuta di arancia freschissima; il vostro amico ne riempie il suo bicchiere ma non ve ne offre.

Alla fine chiedete: Posso avere un bicchiere di spremuta di arancia? Egli vi risponde: «Oh, scusami. Temevo che non ti piacesse la spremuta di arancia e non volevo offenderti offrendoti qualcosa che non desideravi».

Questo è a dir poco assurdo, ma non è poi tanto diverso dall’esitazione che abbiamo noi a offrire qualcosa di molto più dolce della spremuta di arancia” (Condividere il Vangelo).

È proprio questa la situazione in cui mi è capitato di trovarmi quando ne ho parlato con qualcuno: timore di offenderlo. Di dire qualcosa che possa farlo arrabbiare, invece che renderlo felice.

Eppure, quando i missionari hanno bussato alla mia porta, io non ho reagito male. E quello che mi hanno detto ha davvero cambiato la mia prospettiva della vita.

Quindi perché pensare che gli altri potrebbero offendersi o allontanarsi da me? Anziano Uchtdorf ha detto:

“Alcuni di noi preferirebbero tirare un carretto attraverso le praterie piuttosto che parlare di fede o di religione con gli amici… Si preoccupano per come potrebbero essere visti o temono di danneggiare il rapporto.

Ma questo non deve per forza accadere, perché quello che vogliamo condividere, il messaggio che noi abbiamo, è un messaggio di gioia”.

Il nostro è un messaggio di gioia e ci è stato chiesto di portarlo agli altri.

Andare in tutto il mondo e predicare il Vangelo

Andare in tutto il mondo e predicare il VangeloIn Marco 16:15 leggiamo: “Andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura”. È una delle cose che Gesù disse ai suoi discepoli, e la dice anche a noi, che oggi seguiamo i Suoi insegnamenti e siamo i Suoi discepoli in questo momento storico.

Se guardo ai molti esempi di uomini che hanno portato il Vangelo agli altri, posso trovare davvero ispirazione dalla loro vita e dalle difficoltà che hanno dovuto affrontare.

Oggi, per quanto possa essere difficile parlare agli altri del Vangelo, non viviamo situazioni estreme come, ad esempio, quelle di Giovanni Battista che svolse una missione nel deserto di Giudea mangiando locuste e miele selvatico.

Nonostante questo, preparò la via a Gesù Cristo, riuscendo a battezzare tantissime persone. Gli stessi apostoli dovettero affrontare difficoltà durante il ministero di Cristo e, dopo la Sua crocifissione, furono perseguitati ed uccisi.

Anche Joseph Smith venne perseguitato ed ucciso e, con lui, molti dei primi membri della Chiesa.

Per fortuna, in questo momento storico, esiste la libertà di esprimersi, e credere in ciò che si vuole e predicare il Vangelo in gran parte del mondo, non espone più nessuno a rischiare la vita.

Oggi non dobbiamo mangiare locuste e miele o vivere nel deserto, né temiamo che una folla inferocita ci perseguiti o ci tolga la vita.

I missionari a tempo pieno seguono l’invito del Salvatore e vanno in tutto il mondo, portando il Vangelo agli altri.

Eppure, c’è bisogno anche di ognuno di noi per portare la parola di Dio ai nostri vicini, ai nostri amici, ai colleghi di lavoro, a coloro che non hanno ancora incontrato un missionario o che, molto più semplicemente, hanno incontrato noi, e noi siamo l’opportunità che hanno di conoscere il Vangelo ed essere davvero felici.

Come dice anziano Dallin H. Oaks:

“Abbiamo bisogno che ogni membro della Chiesa aiuti a portare il Vangelo al mondo intero. Ecco alcuni modi in cui potete dare una mano:

  1. Amate tutti come se fossero i vostri fratelli e le vostre sorelle, come ha insegnato Gesù.
  2. Rispettate i comandamenti così potete essere un buon esempio.
  3. Pregate per sapere chi è pronto a conoscere il Vangelo e per sapere come potete condividerlo con queste persone.
  4. Aiutate gli altri a conoscere meglio Gesù Cristo

Fare opera missionaria significa amare e aiutare gli altri. Non è importante il modo in cui le altre persone reagiscono, avrete successo come missionari se condividerete il Vangelo con amore!” (Condividere il Vangelo)

Condividere con amore e con l’esempio

combattere la solitudine_2Seguendo quanto detto da anziano Oaks, amare gli altri è sicuramente uno dei modi migliori per condividere il Vangelo.

Questo significa che, qualunque sia il mezzo che decidiamo di usare, se parliamo con amore, senza mai giudicare, le nostre parole avranno più efficacia.

E questo vale anche per le condivisioni che facciamo online, sui social media, per i commenti che lasciamo o le chat che intavoliamo con gli altri, mentre parliamo loro delle cose in cui crediamo.

Non dobbiamo mai cercare la disputa, ma sempre trasmettere amore. Le nostre azioni devono essere guidate dall’amore per gli altri.

Come ci comportiamo, l’esempio che diamo, dice agli altri chi siamo e ciò in cui crediamo. Quando viviamo appieno il Vangelo, diventiamo una luce per gli altri, a volte senza neanche accorgercene. In un articolo della Liahona scritto da Stephanie J. Burns e Darcie Jensen, questo viene spiegato molto bene:

“Si tratta di convertirsi di più al Vangelo — come individui — e di lasciare che l’esempio del nostro stile di vita e il nostro parlare amichevole aprano la via.

Più ci convertiamo, più ci sentiamo a nostro agio nei confronti della nostra religione, e cominciamo a sentire un crescente desiderio che anche gli altri godano delle benedizioni del Vangelo.

Quando accade tutto questo, condividere diventa più naturale. Infatti potremmo addirittura non renderci conto che stiamo parlando del Vangelo.

Mentre alziamo il livello del nostro fedele discepolato, l’effetto che ciò avrà sulle nostre azioni, sul nostro parlare e anche sul nostro aspetto non passerà di certo inosservato”. (Condividere il Vangelo condividendo sé stessi)

Come seguaci di Gesù Cristo abbiamo deciso di vivere una vita seguendo i principi del Vangelo e abbiamo visto che questo ci porta gioia. A nostra volta, abbiamo degli amici che amiamo e che vorremmo vedere felici.

Se siamo amici sinceri, se viviamo appieno il vangelo, se siamo onesti e naturali quando parliamo con gli altri, il messaggio arriverà anche a loro, a dispetto dei nostri mille timori e delle nostre paure.

Tutti i figli del Padre Celeste hanno bisogno di avere una nuova prospettiva della vita. Hanno bisogno di sapere che sono amati e che possono stare insieme a coloro che amano per l’eternità.

Che possono trovare uno scopo ed un significato alle prove difficili che incontrano nel loro cammino e godere delle benedizioni che il Padre Celeste ha in serbo per loro. E noi potremmo essere la loro unica opportunità.

Predicare il Vangelo: aiutare gli altri a sentire l’amore di Dio è stato scritto da Cinzia Galasso