Gesù di Nazareth è un personaggio da sempre molto dibattuto. Alcuni credono che sia il Figlio di Dio; altri credono nella storicità del personaggio e ne apprezzano gli insegnamenti morali ma ne rinnegano la natura divina; altri ancora ne mettono in dubbio l’esistenza stessa.

Qui di seguito elenchiamo sette scoperte su Gesù che possono aiutarci a fare luce su questa affascinante figura.

L’entrata del Centro Internazionale Maria di Nazareth, nel centro di Nazareth, non colpisce lo sguardo di chi la varca. Si tratta di un semplice passaggio situato nella stretta Via Casa Nova, a poche centinaia di metri dalla Basilica dell’Annunciazione.

Eppure all’interno di questo centro Cattolico di evangelizzazione costruito di recente, risiede una scoperta incredibile che ha avuto un enorme impatto nel mondo dell’archeologia biblica: i resti di una casa in pietra del primo secolo, risalente con certezza agli inizi dell’epoca romana in Palestina.

Gli scavi di Nazareth sono la prima concreta prova archeologica che dimostra l’effettiva esistenza di una cittadina chiamata Nazareth e che, a giudicare dalle tazze in calcare reperite sul luogo, fosse abitata quasi certamente da Ebrei osservanti ai tempi di Gesù.

Questo demolisce definitivamente una delle grandi obiezioni fatte da coloro che dichiarano che Gesù di Nazareth non sia mai esistito e che i Vangeli siano una mera finzione:

“Noi sappiamo che Gesù di Nazareth non è mai esistito perché non è mai esistito un villaggio chiamato Nazareth”.

Incredibilmente, gli scavi archeologici di Nazareth sono solamente una delle molte importanti recenti scoperte su Gesù che stanno obbligando studiosi laici, ebrei ed agnostici, nelle università migliori di tutto il mondo, a rivedere le vecchie teorie scettiche su chi Egli fosse e quali obiettivi avesse.

Molti fedeli però non hanno ancora sentito parlare di queste incredibili scoperte dell’ultima ora.

Gli esperti continuano a ripetere ai media le stesse teorie, ormai sempre più discreditate, postulate nel periodo a cavallo tra il XIX e XX secolo.

Una tra queste, ad esempio, asserisce che Gesù fosse un “profeta apocalittico” che credeva che il mondo stesse per finire, o che fosse un rivoluzionario “zelota” intenzionato a progettare un violento colpo di stato contro le forze Romane.

Nondimeno, alcune recenti scoperte archeologiche di rilievo e nuovi sviluppi negli studi del Nuovo Testamento stanno mettendo in discussione queste teorie, ormai obsolete.

Scoperta N° 1: le persone ed i luoghi menzionati nei Vangeli sono realmente esistiti

Gesù è nato il 25 DicembreNegli ultimi anni però, gli archeologi hanno portato alla luce alcuni ritrovamenti strabilianti, tra cui la scatola funeraria (ossario) del sommo sacerdote Caiafa e, probabilmente, quella di Giacomo il Giusto, il presunto fratello/fratellastro/parente stretto di Gesù di Nazareth.

Gli esperti sono ormai convinti che l’ossario di Caiafa sia autentico. È invece ancora aperto e acceso il dibattito sull’ossario di Giacomo, possibilmente autentico anch’esso.

Risalente al primo secolo d.C., presenta un’iscrizione in aramaico sul fianco che recita: Ya’akov bar-Yosef akhui diYeshua (Giacomo figlio di Giuseppe, fratello di Gesù).

Alcuni archeologi credono che l’ossario e le parole “Giacomo figlio di Giuseppe” siano autentici, e che risalgano al primo secolo d.C., ma che le parole “fratello di Gesù” siano state aggiunte in seguito da un mastro fabbro.

Nel caso entrambi le parti fossero autentiche, come sostengono alcuni studiosi evangelici tra cui Ben Witherington III, allora rappresenterebbe la prima prova archeologica in assoluto a conferma della storicità di Gesù.

Insieme a questi ritrovamenti, vi sono numerose scoperte archeologiche di luoghi menzionati nei Vangeli, come nel caso di una grande sinagoga notevolmente decorata del primo secolo d.C. ritrovata a Magdala nel 2009, sul Mar di Galilea, dove quasi certamente Gesù predicò al popolo.

Scoperta N° 2: i discepoli di Gesù non si inventarono l’idea di un messia che avrebbe sofferto e sarebbe poi morto.

Per più di un secolo, molti studiosi accademici della Bibbia hanno dichiarato che i giudei al tempo di Gesù non avessero in alcun modo la concezione di un messia che potesse soffrire, tantomeno che potesse effettivamente morire.

Di conseguenza, sospettavano che quest’idea fosse stata inventata dalle prime comunità cristiane e che gli evangelisti l’avessero poi messa in bocca a Gesù decenni più tardi.

Gli scettici sostengono che i giudei al tempo di Gesù si aspettassero che il messia fosse un leader militare ed un re e che quindi, l’idea di un messia sofferente, fosse solo uno strumento apologetico cristiano creato ad hoc per giustificare lo scandalo della croce.

Ma nel 2008, degli archeologi israeliani hanno annunciato la scoperta di una tavoletta in pietra del primo secolo d.C., scritta in ebraico antico, che menziona l’angelo Gabriele ed una figura messianica che avrebbe sofferto, sarebbe morto e forse risorto tre giorni dopo.

risurrezione

Tra le varie scoperte su Gesù, questa, conosciuta come la Rivelazione di Gabriele, è stata una lampante conferma di altri ritrovamenti testuali che suggeriscono come i giudei nel primo secolo d.C. aspettassero un messia che avrebbe sofferto e sarebbe poi morto.

Questo è importante perché dimostra che questo concetto, quello di un messia sofferente, non sia stato semplicemente “inventato” dalle prime comunità cristiane per giustificare lo scandalo della croce, così come diverse generazioni di studiosi hanno sostenuto per più di un secolo.

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Scoperta N° 3: i primi discepoli di Gesù, seguaci giudei, cominciarono ad attribuirgli degli attributi divini molto presto, forse già dopo solo uno o due anni dalla crocifissione

Attraverso diversi strumenti, tra cui l’identificazione di frasi aramaiche contenute nella versione greca del Nuovo Testamento, gli studiosi hanno identificato le parti più antiche tra gli scritti del Nuovo Testamento.

Con loro grande stupore però, sembra che siano stati i discepoli giudei di Gesù ad averlo proclamato “figlio di Dio” e “colui che sta alla destra di Dio”, non i discepoli gentili pagani che si unirono al movimento decenni dopo la crocifissione.

Questo è in netto contrasto con un intero secolo di studi che affermano il contrario, vale a dire, che la divinità di Gesù abbia preso piede tra i suoi seguaci solo quando il movimento si diffuse tra i greci pagani.

Anche gli scettici, come lo studioso del Nuovo Testamento e autore di bestseller Bart Ehrman, ormai ammettono che le credenze sulla divinità di Gesù cominciarono molto, molto presto.

Vangelo di Giovanni

Questa foto, rilasciata dalla British Library il 17 aprile 2012, mostra una pagina del Vangelo di San Cuthbert, un libro grande una spanna incredibilmente ben conservato, che è una copia manoscritta del Vangelo di Giovanni in latino, acquistata dal ramo britannico della Società di Gesù (i gesuiti).

Il piccolo libro, 96 mm per 136 mm, ha una copertina in pelle rossa, lavorata minuziosamente. Risale al tempo di San Cuthbert, morto nel 687, e fu ritrovata all’interno della tomba di quest’ultimo, custodita nella Cattedrale di Durham, quando venne riaperta nel 1104. (AP Photo / The British Library)

Inoltre, alcuni studiosi ebrei ormai discutono di come l’idea di un salvatore uomo-dio fosse un principio radicato tra i giudei…risalente ai profeti biblici.

Questi studiosi fanno riferimento al libro di Daniele, così come agli scritti giudaici intra-testamentari conosciuti come apocalissi, quali prove che alcuni ebrei ai tempi di Gesù aspettassero “uno simile a un figlio d’uomo” (Daniele 7:13-14), che venisse sulle nuvole del cielo.

Fu solamente in seguito, quando il giudaismo reagì alla diffusione del cristianesimo, che questo principio divenne proibito tra i giudei.

Per i membri della Chiesa di Gesù Cristo, Gesù è il Figlio di Dio, il Suo unigenito Figliuolo nella carne (Giovanni 3:6). Vengono accettate le dichiarazioni profetiche dell’Antico Testamento che si riferiscono in modo diretto ed energico alla venuta del Messia, il Salvatore di tutta l’umanità. Gesù di Nazaret fu ed è l’adempimento di quelle profezie.

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Scoperta N° 4: i Vangeli sono quasi certamente basati su testimonianze oculari e, almeno parzialmente, su fonti scritte

Tutta l’idea di una trasmissione “creativa” ed esclusivamente orale delle tradizioni riguardanti Gesù, in opposizione a fonti scritte basate su testimonianze oculari, ora è messa in discussione da molti studiosi esperti laici.

Gli studiosi scettici del Nuovo testamento, agli inizi del XX secolo, hanno basato in gran parte la loro teoria della trasmissione orale sui racconti popolari tedeschi che si evolvono nei secoli, come quelli dei Fratelli Grimm.

L’idea era che la “favola si arricchisce col passaparola”, come nel gioco del “telefono senza fili”.

“Le storie venivano tramandate per passaparola, anno dopo anno, decennio dopo decennio, tra le persone nelle diverse parti del mondo, in diverse lingue, e non c’era modo di controllare cosa una persona potesse dire alla successiva riguardo le parole e le azioni di Gesù”, spiega lo scettico Bart Ehrman nel suo libro del 2014, “Come Gesù di Nazareth divenne Dio”.

La conseguenza è che spesso i Vangeli sono più mito che storia, di sicuro non una fonte affidabile di ciò che effettivamente accadde.

eterna alleanza

Fonte: LDS.org

Sempre di più però, studiosi eminenti del Nuovo Testamento respingono questa teoria infondata. Alcuni sostengono che i Vangeli, incluso il vangelo di Giovanni, mostrino numerosi segni di un’osservazione diretta e di fonti scritte, le quali fonti potrebbero essere state redatte proprio mentre Gesù era in vita e predicava in Galilea.

Lo studioso inglese del Nuovo Testamento Richard Bauckham, autore nel 2006 del libro “Gesù e i testimoni oculari”, ha avviato un nuovo dibattito sull’esistenza di testimonianze dirette nei Vangeli.

Inoltre, molti studiosi ebrei ormai credono che i Vangeli preservino tradizioni accurate su Gesù raccontate da persone che Lo videro e Lo ascoltarono in prima persona.

Secondo quanto dichiarato dallo studioso israeliano David Flusser, il quale ha sempre creduto che i Vangeli fossero basati su fonti scritte, i Vangeli sinottici “preservano una descrizione di Gesù che è più affidabile di quanto si pensi comunemente.”

Nella Chiesa di Gesù Cristo i resoconti della vita e del ministero di Gesù, come riportati in Matteo, Marco, Luca e Giovanni nel Nuovo Testamento, vengono considerati storici e veritieri.

Per i membri, il Gesù della storia è anche il Cristo della fede. Sebbene la Bibbia non venga reputata perfetta o completa, se ne riconoscono i dettagli essenziali del Vangelo e, in particolare, la divina testimonianza di quegli uomini che camminarono e parlarono con Lui o che furono guidati dai Suoi apostoli.

Ecco perché tra le diverse scoperte su Gesù, questa potrebbe essere una delle più interessanti.

Scoperta N° 5: il Vangelo di Marco, considerato comunemente come il primo dei Vangeli, potrebbe essere stato scritto cinque o dieci anni dopo la crocifissione, non quarant’anni dopo come hanno pensato gli studiosi per più di un secolo.

amicoMolti (ma non tutti) degli studiosi moderni credono che il Vangelo di Marco sia stato scritto per primo, probabilmente a Roma tra il 60 ed il 70 d.C., seguito da quello di Luca e Matteo tra l’80 e il 90 d.C. e infine da quello di Giovanni qualche anno dopo il 90 d.C.

Questa ipotesi è dovuta ad alcuni passaggi nei Vangeli in cui Gesù sembra predire la caduta di Gerusalemme (come in Marco 13:2, dove Gesù si riferisce al tempio dicendo: “Vedi questi grandi edifici? Non sarà lasciata pietra su pietra che non sia diroccata”).

L’idea è che gli autori dei Vangeli, che vissero dopo la guerra giudaica iniziata nel 66 d.C., abbiano deciso di mettere in bocca a Gesù delle parole che predissero l’imminente catastrofe, parole che non aveva davvero pronunciato. Questa viene definita dagli studiosi una “profezia a posteriori.”

Tuttavia, di recente, James Crossley – uno studioso laico britannico del Nuovo testamento dell’Università di Sheffield nel Regno Unito – ha messo in discussione questa idea.

In un affascinante libro del 2004: “The Date of Mark’s Gospel” (“la datazione del Vangelo di Marco”), Crossley sfida più di un secolo di studi sul Nuovo Testamento e sostiene che il vangelo di Marco, lontano dall’essere stato scritto tra il 60 ed il 70 d.C., come avevano sempre sostenuto gli studiosi antichi, potrebbe essere stato scritto già trent’anni prima, addirittura tra i cinque e i dieci anni successivi alla crocifissione di Gesù.

Egli insiste che “l’abominazione della desolazione” che doveva essere eretta, citata in Marco 13, potrebbe benissimo riferirsi alla statua di Caligola, che l’imperatore folle cercò di erigere nel tempio di Gerusalemme intorno al 39-40 d.C.

Se Crossley avesse ragione, e il Vangelo di Marco fosse stato scritto tra il 30 e il 40 d.C., allora alcune delle prime fonti per i Vangeli sarebbero realmente state redatte tra i cinque e i dieci anni successivi alla crocifissione di Gesù e non trenta, quaranta o sessanta, come credevano gli studiosi precedenti.

Queste nuove scoperte su Gesù rafforzano, quindi, l’ipotesi secondo cui i vangeli siano probabilmente basati su testimonianze dirette, anche se tali testimonianze furono spesso adattate alle scelte editoriali dei diversi evangelisti.

Grazie alle numerose testimonianze contenute nella Bibbia, i membri della Chiesa di Gesù Cristo credono che Gesù abbia compiuto dei miracoli, tra cui ridare la vista ai ciechi, l’udito ai sordi, la vita a qualcuno che era morto ed il perdono a chi era stato ingoiato dal peccato.

Essi credono inoltre che i racconti contenuti nel Nuovo Testamento sulle guarigioni e sui miracoli della natura e sulla purificazione delle anime umane siano autentici e reali.

Scoperta N° 6: Gesù non era un “contadino illetterato”, ma probabilmente era molto istruito nella legge giudaica e nelle scritture

Negli ultimi decenni, gli studiosi ebrei si sono dedicati in maniera più approfondita all’analisi dei dibattiti tra Gesù e i farisei contenuti nella Bibbia.

Per buona parte del XX secolo, gli studiosi più scettici del Nuovo Testamento hanno dichiarato che questi dibattiti non fossero storici, ma che riflettessero i conflitti tra la chiesa primitiva e le autorità giudaiche degli anni 80 e 90 d.C., e non ciò che Gesù disse e fece negli anni 20 d.C.

Adesso però molti esperti rinnegano quest’idea. In più, alcuni studiosi ebrei sostengono che i Vangeli diano prova del fatto che Gesù avesse pieno controllo sulla dialettica legale giudaica.

Secondo il rabbino ortodosso Schmuley Boteach, quando Gesù viene criticato per aver guarito un paralitico di sabato (Giovanni 5:1-47), cita un precedente legale riportato nel Talmud a riprova della legittimità dell’azione compiuta.

Boteach spiega che la Torah impone che un bambino maschio venga circonciso l’ottavo giorno dopo la nascita, ma se quel giorno dovesse per caso cadere di sabato, la circoncisione è comunque permessa anche se comporta il “prelevare sangue”.

Il Talmud trae da questa eccezione il principio secondo cui è possibile eseguire di sabato le procedure mediche. Secondo il Trattato di Yoma: “Se la circoncisione, che coinvolge una delle 248 membra del corpo, non tiene conto del sabato, non dovrebbe valere lo stesso per l’intero corpo di un uomo?”

Boteach indica quindi il ragionamento quasi identico usato da Gesù per giustificare la guarigione di un paralitico nel giorno di sabato, come riportato da Giovanni:

“Se un uomo riceve la circoncisione di sabato affinché la legge di Mosè non sia violata,” dice Gesù, “vi adirate voi contro di me perché in giorno di sabato ho guarito un uomo tutto intero?” (Giovanni 7:23)

Questo suggerisce che Gesù non fosse un “contadino illetterato”, come molti autori contemporanei sostengono, ma un rabbino altamente istruito e molto pratico del complesso sistema di leggi religiose dei suoi giorni.

Da un punto di vista più spirituale, i membri della Chiesa di Gesù Cristo credono che Gesù sia il Figlio di Dio Padre e, come tale, abbia ereditato da Lui i poteri della divinità, tra cui l’immortalità, la capacità di vivere per sempre.

Camminando per le strade polverose della Palestina in veste di uomo, Egli possedeva i poteri di un Dio ed insegnò in veste di chi ne avesse l’autorità, incluso il potere sugli elementi e persino il potere sulla vita e sulla morte.

Scoperta N° 7: Gesù visitò le Americhe dopo la Sua risurrezione

gesù visita le americheQuesta scoperta è da attribuire alla venuta alla luce del Libro di Mormon, una delle opere canoniche – insieme alla Bibbia – della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Come insegna il Libro di Mormon, fu Gesù Cristo stesso a predicare il Suo Vangelo alle civiltà precolombiane.

Dopo la Sua morte e risurrezione, Gesù apparve a questi popoli situati nelle antiche Americhe e dimorò con loro, proprio come fece con i discepoli in Terra Santa.

I Suoi insegnamenti sono contenuti nel libro chiamato 3 Nefi del Libro di Mormon (per saperne di più riguardo al Libro di Mormon, o per richiederne una copia, contatteci qui).

In ogni caso, non sono queste o altre prove, discussioni, o conferenze a provare che i fatti contenuti nel Libro di Mormon siano veritieri (né possono prove, discussioni o conferenze provare ch’esso sia falso), perché l’unica vera “prova” del Libro di Mormon può venire solo dallo Spirito Santo;

È in ogni caso doveroso ammettere che le ultime scoperte su Gesù, possano aiutare un essere umano a rafforzare la sua fede e le sue convinzioni, o almeno a suscitare interesse verso qualcosa che prima non avrebbe accettato.

7 scioccanti scoperte su Gesù: conclusione

gesu cammina sulle acque

Fonte: Follow Me di Liz Swindle

Per concludere, c’è stata una vera e propria rivoluzione nella conoscenza accademica del Nuovo Testamento negli ultimi 10 o 20 anni, eppure solo pochi esperti nei media sembrano esserne a conoscenza.

Le ipotesi fondanti che hanno guidato almeno un secolo di scetticismo nei confronti del Nuovo Testamento sono state messe incessantemente sotto attacco, spesso da parte di studiosi laici, giudei ed agnostici delle migliori università nel mondo.

Le nuove scoperte su Gesù discusse fin qui stanno facendo riflettere gli esperti su come il ritratto di Gesù di Nazareth dipinto nei Vangeli possa essere molto più plausibile delle elaborate ricostruzioni create dagli scettici accademici negli ultimi 150 anni.

In altre parole, il Nuovo Testamento potrebbe essere più vero di quanto gli studiosi pensassero un tempo…e Gesù di Nazareth potrebbe in realtà essere una figura di ancor maggior rilievo di quanto si possa immaginare.

Alcune altre scoperte su Gesù Cristo

Gesù apparve ai nefitiI membri della Chiesa di Gesù Cristo credono che Gesù insegnò il Suo Vangelo, la buona novella che la salvezza era giunta sulla terra tramite Lui, affinché le persone potessero comprendere più chiaramente sia la loro responsabilità verso Dio Padre che la loro responsabilità l’uno nei confronti dell’altro.

Gesù scelse dei dirigenti, gli conferì l’autorità ed organizzò una chiesa, la quale fu stabilita, come scrisse poi l’apostolo Paolo, per il perfezionamento e l’unità dei santi (Efesini 4:11-14).

Gli insegnamenti di Gesù e la Sua vita ineguagliabile e perfetta, forniscono un modello di vita per tutti.

Chiunque voglia trovare la felicità duratura e un senso di realizzazione in questa vita, deve seguire l’esempio del Salvatore ed emulare quel modello.

Gesù soffrì nel Giardino del Getsemani e si sottomise ad una morte crudele sulla croce del Calvario, tutto come sacrificio volontario, un’espiazione sostitutiva per i nostri peccati.

Quell’offerta acquista efficacia quando esercitiamo fede e fiducia in Lui, ci pentiamo dei nostri peccati, siamo battezzati per immersione quale simbolo della nostra accettazione della Sua morte, sepoltura e resurrezione ad una nuova vita, e quando riceviamo il dono dello Spirito Santo (Atti 2:37-38; 3 Nefi 27:19-20).

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Sebbene nessuno di noi possa comprendere in che modo qualcuno possa prendere su di sé gli effetti del peccato di qualcun altro o, ancora più incomprensibile, i peccati di tutti gli uomini e donne, Cristo ha realmente il potere di rimettere i nostri peccati mediante la Sua sofferenza.

I membri della Chiesa di Gesù Cristo credono che Egli morì, fu sepolto e risuscitò, e che la Sua resurrezione fu una realtà fisica. Gli effetti della Sua resurrezione dalla tomba sono su tutti gli uomini e tutte le donne.

“Come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saran tutti vivificati” (Corinzi 15:22).

Non possiamo vincere la carne o ottenere una ricompensa eterna mediante i nostri sforzi, senza aiuto.

Dobbiamo lavorare sui nostri limiti e poi fare affidamento sui meriti, la misericordia e la grazia del Santo d’Israele per vederci attraverso le battaglie della vita e nella vita eterna (2 Nefi 31:19; Moroni 6:4).

Sebbene le opere degli uomini siano necessarie, incluso esercitare fede in Cristo, pentirsi dei propri peccati, ricevere i sacramenti o le ordinanze di salvezza e rendere un servizio cristiano ai nostri vicini, queste, da sole, non sono sufficienti per la salvezza (2 Nefi 25:23; Moroni 10:32).

Il discepolato deve essere manifesto nel modo in cui conduciamo le nostre vite.

7 scioccanti scoperte su Gesù che confermano la dottrina della Chiesa è stato scritto e tradotto da Andrea Sorgiacomo e Ginevra Palumbo.