Come credente, e come molti di voi, anche io mi sono chiesta diverse volte: “Che cos’è la fede?” e perché dovremmo avere fede?

In Ebrei 11:1 l’apostolo Paolo insegna che la fede “è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono”.

Anche nel Libro di Mormon (un libro di scritture – utilizzato insieme alla Bibbia – della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli Ultimi Giorni), il profeta Alma da una definizione simile: “Se avete fede, sperate in cose che non si vedono, ma che sono vere”. 

Che cos’è un atto di fede?

Nella vita quotidiana, ogni volta che decidiamo di raggiungere un obiettivo e ci impegniamo per realizzare quanto vorremmo, stiamo esercitando la nostra fede in qualcosa che ancora deve accadere e ci impegniamo per raggiungere quello che vogliamo.

Quindi, possiamo dire che la fede è la forza che ci spinge a compiere quanto necessario, un potere di cui ci avvaliamo per essere motivati nell’andare avanti, lungo un percorso che abbiamo scelto, ed ogni volta che compiamo un’azione in vista del nostro traguardo, stiamo compiendo un vero e proprio atto di fede.

Molti episodi delle Scritture riportano degli atti di fede di grande potenza.

Possiamo pensare a Noè che costruì un’arca (vedere Ebrei 11:7) o a Mosè che separò le acque del Mar Rosso (vedere Ebrei 11:29) ed ancora a Nefi, (un altro dei profeti del Libro di Mormon) che fece venire la carestia (vedere Helaman 11:3–5).

Che cos’è la fede in Dio e Gesù Cristo? E la fiducia?

La rivelazione personaleAvere fede in Gesù Cristo vuol dire credere fermamente che Egli è il Figlio Unigenito di Dio e il Salvatore e Redentore del mondo.

Fede e fiducia vengono spesso utilizzati come sinonimi, in realtà sono due termini diversi, per quanto simili. Avere fede implica sempre una mancanza di conoscenza reale.

Si compie un atto di fede perché si spera in qualcosa di cui non si ha certezza. La fiducia, invece, è qualcosa che si costruisce giorno per giorno, a mano a mano che la nostra conoscenza di qualcuno/qualcosa aumenta.

In Matteo 14:22-32 leggiamo:

“Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare.

Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario.

Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «È un fantasma» e si misero a gridare dalla paura.

Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!».

Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

Appena saliti sulla barca, il vento cessò.”

In questo episodio, Pietro ha fiducia in Gesù (che conosce) e scende dalla barca perché si fida delle sue parole. Nel momento in cui si spaventa a causa del vento, perde la fede nella possibilità di camminare sulle acque (qualcosa in cui spera, ma di cui non ha conoscenza certa) ed affonda.

La fede nel Signore Gesù Cristo è il primo principio del Vangelo. Si tratta di un dono spirituale ed è necessario per la nostra salvezza. Per questo è importante averla e rafforzarla, ogni giorno.

Più cresciamo nella conoscenza del Vangelo e vediamo le benedizioni che porta nella nostra vita, più cresceranno la nostra fiducia e la nostra fede nei confronti del Padre Celeste e di Suo figlio.

Avere fede in Gesù Cristo significa affidarsi completamente a Lui: confidare nel Suo potere infinito, nella Sua intelligenza e nel Suo amore.

Ciò comprende credere nei Suoi insegnamenti e credere che, sebbene non comprendiamo tutte le cose, Egli le comprende, quindi dobbiamo seguirLo sapendo che ogni Sua comandamento è per il nostro bene.

Come possiamo avere fede e mantenerla?

compagnia dello Spirito SantoPer avere fede, dobbiamo desiderare di averla e chiedere a Dio in preghiera di donarcela. Questo però non è tutto, poiché, la fede va esercitata e nutrita.

Se non lo facciamo, potremmo rischiare di perderla a causa dello scoraggiamento dovuto alle difficoltà che affrontiamo quotidianamente, e al senso di impotenza di fronte a queste ultime.

Per accrescere la nostra fede abbiamo bisogno di umiltà, ovvero di essere consapevoli che da soli non abbiamo la forza di arrivare alla salvezza, ma che necessitiamo dell’aiuto costante del Padre Celeste.

Dobbiamo, quindi, rivolgerci a Lui in preghiera, chiederGli di darci la forza per andare avanti e per esercitare la nostra fede, e continuare a nutrirla ed accrescerla.

Nutriamo e accresciamo la nostra fede quando rispettiamo i comandamenti e le alleanze che facciamo con il Padre Celeste, studiamo le scritture e le parole dei profeti, dimostriamo gratitudine per quello che abbiamo e perseveriamo con diligenza. In Alma 32:41 leggiamo:

“Ma se nutrirete la parola, sì, se nutrirete l’albero mentre comincia a crescere, mediante la vostra fede, con grande diligenza e con pazienza, attendendone il frutto, esso prenderà radice; ed ecco, sarà un albero che crescerà fino alla vita eterna”.

La fede è un dono che dovremmo avere a “priori”, ovvero prima di vedere dei miracoli o di ricevere delle benedizioni.

Spesso però, da esseri imperfetti quali siamo, ragioniamo al contrario e vorremmo la fede a “posteriori”, vale a dire che aspettiamo di aver avuto la prova di quanto promesso prima di credere.

Un po’ come fece Tommaso, talvolta anche noi pensiamo: «se non vedo non credo!». Tuttavia, se fosse davvero così potremmo parlare di “conoscenza” e non più di “fede”, poiché avere fede vuol dire credere in “qualcosa in cui speriamo, ma di cui non abbiamo certezza”.

Inoltre, è importante fare la nostra parte affinché si realizzi ciò che speriamo e per cui preghiamo. Il presidente Spencer W. Kimball (ex presidente – e profeta – della chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni) disse:

«Con fede piantiamo il seme e presto vediamo il miracolo della fioritura. Gli uomini spesso hanno confuso questo processo invertendolo».

Egli continua spiegando che molti di noi pretendono di godere di buona salute e forza fisica senza condurre una vita sana; vogliono sentirsi vicini al Signore ma senza digiunare e pregare; vorrebbero che sulla terra regnasse la pace senza però osservare i comandamenti del Signore.

Eppure basterebbe davvero poco da parte nostra.

In Luca 17:5-6 leggiamo:

“Gli apostoli dissero al Signore: «Aumenta la nostra fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe»”.

Così come il minuscolo seme di senape, una volta fiorito, da’ vita ad un albero, tutto quello che dobbiamo fare per avere la salvezza ed essere discepoli di Cristo è avere il desiderio di credere e nutrire tale desiderio.

Quali sono le conseguenze dell’avere fede?

la gratitudine insegnata dai bambiniC’è un detto che mi ha sempre fatto sorridere che dice: “Nessuna buona azione resta impunita”. Ecco. Questo è esattamente ciò che accade quando abbiamo fede e la esercitiamo.

Il nostro Padre Celeste ci ripaga sempre. E la moneta che Egli utilizza sono le molteplici benedizioni che possiamo vedere nella nostra vita. 

Abbiamo la forza di affrontare qualunque difficoltà, perchè al nostro fianco abbiamo Dio. Vediamo il carico di problemi della nostra vita diventare più leggero.

Si aprono porte che mai avremmo immaginato e, soprattutto, i nostri fratelli e le nostre sorelle diventano lo strumento che il Padre Celeste utilizza per aiutarci. 

Certo, non è sempre facile chiudere gli occhi e lasciarsi andare, le paure sono tante. Ad ogni passo qualcosa ci spaventa, come accadde a Pietro sull’acqua.

Ma se abbiamo il coraggio di continuare ad avanzare, Gesù Cristo ci porge la Sua mano per aiutarci a non annegare.