Nel corso di un caminetto tenuto il 29 gennaio 2017 ad Orem, nel mio palo, l’anziano Gerald N. Lund ci spiegò che una delle domande più frequenti poste alle autorità generali, relativa alla rivelazione personale, è: “È lo Spirito? O sono solo io?”

Egli ci disse che è fondamentale che impariamo a ricevere, riconoscere e rispondere alla rivelazione personale. Ci spiegò che la rivelazione è il mezzo attraverso cui Dio comunica con la nostra anima per mezzo dello Spirito.

Spesso è attraverso i sentimenti che sentiamo nel nostro cuore e nelle nostra mente che riceviamo le rivelazioni personali. Se vogliamo una maggiore influenza dello Spirito nella nostra vita, dobbiamo fargli più spazio.

“Lo Spirito non richiama la vostra attenzione gridando o scuotendovi con mano pesante. Piuttosto sussurra; carezza con tanta gentilezza che se siamo preoccupati possiamo non sentire affatto il suo tocco.” (“La candela del Signore”- Boyd K. Packer)

L’anziano Lund ci ha poi insegnato i 7 principi che regolano la rivelazione personale e la capacità di ascoltare la voce del Signore.

Ci disse che sono talmente importanti che ci avrebbe aiutato a comprenderli, e quello che trovate di seguito è quanto ricavato dai miei appunti, presi durante il suo intervento.

I 7 principi che governano la rivelazione personale

  1. Dio controlla la rivelazione personale sotto ogni aspetto: chi, come, quando, dove, cosa.

DeA 88:68; Giacobbe 4:10.

Quando parliamo di rivelazione personale, dobbiamo riconoscere come questa sia completamente sotto il controllo di Dio. Non possiamo forzare lo Spirito o le esperienze spirituali.

Dio, nel Suo stato onnisciente, stabilisce e detta tutti gli aspetti della rivelazione: a chi, come, quando, dove e che cosa rivelare.

“Non possiamo usare la coercizione nelle cose spirituali. Parole quali obbligare, coercere, costringere, esigere, comandare, non descrivono i nostri privilegi presso lo Spirito”. (“La candela del Signore”- Boyd K. Packer)

  1. Esiste una rivelazione “contraffatta”.

DeA 28:11; Apocalisse 12:9.

Satana sa che stiamo cercando la guida del Signore. Sa che non possiamo sopravvivere senza di essa, quindi cerca di sabotarci con rivelazioni contraffatte.

Per poter riconoscere questo tipo di rivelazioni contraffatte, dobbiamo ricorrere alla nostra “cartina di tornasole”, che troviamo in DeA 50:23: “E ciò che non edifica non è da Dio, ed è tenebre”.

Vi capita mai di chiedervi se la rivelazione ricevuta venga da Dio o da Satana? Ricordate: la rivelazione di Dio non entrerà mai in conflitto con i comandamenti e porterà sempre lo Spirito.

Le rivelazioni di Satana portano dubbi e sfiducia. È anche possibile confondere le nostre emozioni con i suggerimenti spirituali.

“La componente spirituale in noi è talmente collegata a quella emotiva che qualche volta possiamo confondere un impulso emotivo con qualcosa di spirituale”. (“La candela del Signore”- Boyd K. Packer)

  1. Ricevere rivelazioni non è un’esperienza passiva.

Testimone di Geova

DeA 9:7-8; 104:79-80,82.

La rivelazione è un principio di azione! Una preghiera pronunciata senza intento reale o disponibilità ad agire, raramente otterrà una risposta tramite la rivelazione.

La rivelazione personale arriva come risultato del discepolato. Dobbiamo impegnarci attivamente nel perseguire la vita di un discepolo di Gesù Cristo.

L’anziano Lund indicò la “contrattazione spirituale” quale esempio di esperienza passiva.

Tale contrattazione, per esempio, avviene quando i missionari percorrono una strada senza bussare alle porte.

Essi si limitano a chiedere a Dio di spingerli a bussare alla porta di qualcuno che sia pronto a riceverli. Egli definì questa pratica diffusa “esperienza passiva”.

Non potete semplicemente percorrere una strada e aspettarvi che Dio vi dica a quale porta bussare! Dovete essere attivamente impegnati per ricevere la rivelazione!

“Se la preghiera è solo un grido spasmodico emesso in tempo di crisi, allora è un gesto estremamente egoistico e noi giungiamo a ritenere che Dio sia un riparatore o un centro di assistenza che ci aiuta solo in caso d’emergenza.

Dovremmo ricordarci dell’Altissimo giorno e notte, ossia sempre, non solo quando gli altri soccorsi hanno fallito e abbiamo disperatamente bisogno di aiuto” (Howard W. Hunter, The Teachings of Howard W. Hunter, Clyde J. Williams [1997], 39).

  1. Spesso il Signore ci da delle indicazioni senza darci spiegazioni.

punto di domanda

1 Nefi 4:6-7; DeA 98:12; Ether 12:6.

Una delle domande che più spesso i bambini pongono ai genitori è: “Perché?”. Talvolta, quando Dio parla con noi tramite rivelazione, non fornisce il perché di tale rivelazione.

E quando lo fa, è solo dopo aver obbedito che possiamo guardarci indietro e comprendere il perché.

Ci si aspetta che noi camminiamo per fede, come Nefi che fu “guidato dallo Spirito, non sapendo in anticipo” cosa avrebbe dovuto fare (1 Nefi 4:6).

Quando non ci viene spiegato il perché di una rivelazione, è molto pericoloso speculare. Pensate a quanti membri hanno speculato sul motivo per cui, secondo la Parola di Saggezza, ci viene proibito di bere tè e caffè.

Quando Dio non fornisce il “perché” di una rivelazione, le nostre speculazioni sulla questione raramente porteranno a qualcosa di buono.

Concentriamoci invece su ciò che sappiamo, ovvero ciò che Lui vuole che facciamo!

“Tu non sai tutto, ma sai abbastanza: abbastanza da osservare i comandamenti e fare ciò che è giusto”. (Neil L. Andersen, Tu sai abbastanza, Conferenza Generale di Ottobre 2008)

  1. Il Signore si aspetta che sviluppiamo l’autosufficienza spirituale.

mondo pre-mortale degli spiriti

The Plan of Salvation by Travis Washburn.

DeA 58:26-27; 38:37; 41:8; 48:3; 58:38, 51; 60:5; 61:22,35; 62:5; 63:40 e DeA 64:28.

Uno dei temi ricorrenti di Dottrina e Alleanze è la tendenza del Signore di lasciare ai Santi la decisione di agire “come sembrerà loro meglio” (DeA 38:37).

Il Signore vuole che impariamo a diventare come Lui! Pertanto, dobbiamo imparare a scegliere il giusto e diventare autosufficienti!

Non può insegnarci a diventare come Lui, se non abbiamo l’opportunità di agire per noi stessi. Chiedere continuamente la Sua guida è l’attributo del “servitore indolente” (DeA 58:26).

“Crediamo in una rivelazione che continua, non in una continua rivelazione”. (Neal A. Maxwell)

  1. Non possiamo ricevere per gli altri rivelazioni che vadano oltre la nostra intendenza nel sacerdozio

DeA 28:6

Questo principio è uno dei meno compresi. Possiamo ricevere rivelazioni solo per coloro che si trovano entro i limiti della nostra intendenza. Tra questi vi sono l’individuo, la famiglia e la chiesa.

Individuo: Nessun giovane riceverà mai per rivelazione che la loro ragazza dovrebbe sposarli. L’anziano definì questo tipo di rivelazione una “rivelazione ormonale”.

Benché ci venga accordato di chiedere se sarebbe giusto perseguire il matrimonio, non possiamo ricevere rivelazioni su ciò che altri dovrebbero fare.

Famiglia: mariti e mogli detengono insieme l’amministrazione del sacerdozio per la loro famiglia, anche se è il marito che presiede.

I genitori possono ricevere rivelazioni per i loro figli. L’anziano Lund disse che una finta dottrina è entrata nella cultura della chiesa.

Essa sostiene che, in assenza del marito, presieda il figlio detentore del sacerdozio più anziano. Egli dichiarò falsa questa dottrina e disse: “Quando il padre non è presente, è la madre che presiede”.

Chiesa: qualsiasi dirigente o insegnante della chiesa può e deve cercare la rivelazione su come condurre le proprie chiamate. È importante ricordare che non si riceverà mai una rivelazione da parte di Dio per correggere i propri dirigenti.

“A patto di essere degni, abbiamo diritto alle rivelazioni per noi stessi, come genitori possiamo riceverne per i figli e come membri della Chiesa, per quanto riguarda la nostra chiamata.

Il diritto alle rivelazioni per gli altri, tuttavia, non si estende oltre la nostra intendenza”. (James E. Faust: “Communion with the Holy Spirit”, Ensign, Marzo 2002,4)

  1. La casa di Dio è una casa d’ordine.

capella mormone

Fonte: vercellioggi.it

DeA 132:8; 88:65.

La rivelazione per la Chiesa viene data solo al Profeta e Presidente della Chiesa. Quando il Profeta riceve una rivelazione, la Prima Presidenza e il Quorum dei Dodici Apostoli si riuniscono nel Tempio di Salt Lake e pregano insieme per una conferma da parte del Signore.

Una volta ricevuta una conferma unanime, la rivelazione viene presentata alla Chiesa come dottrina ufficiale della chiesa.

Questo è il modo in cui il Signore ha stabilito la dottrina. Esempi di queste rivelazioni, date seguendo questo modello, includono le seguenti dichiarazioni fatte alla Chiesa: “Il Cristo vivente”, “La famiglia: un proclama al mondo” e la “Dichiarazione ufficiale n° 2”.

La grande cartina di tornasole della nostra rivelazione personale è semplice: è coerente con le dottrine dichiarate dalla Chiesa? Diversamente, la rivelazione non proviene da Dio.

“Tanto negli affari temporali quanto in quelli spirituali, i santi possono ricevere la guida divina e la rivelazione relative a loro stessi, ma ciò non da loro l’autorità per dirigere gli altri e non deve essere accettata quando contraria alle alleanze, alla dottrina o alla disciplina della Chiesa o a fatti noti, verità dimostrate o buon senso comune”. (Harold B. Lee)

Conclusione: smettete di preoccuparvi!

giovani uomini della chiesa

Quando ero all’MTC (il centro di addestramento missionario) mi ricordo di come fossi preoccupato di riconoscere la rivelazione personale.

Durante la mia prima domenica lì, ci fecero guardare un devozionale tenuto da anziano Bednar l’anno precedente, nel quale rispondeva a questa domanda: “Come posso sapere se sono io o è lo spirito?”.

La sua risposta fu semplice e profonda! Egli disse agli Anziani e alle Sorelle:

“Smettetela di preoccuparvi. Smettetela di agitarvi. Smettetela di analizzare. Siate bravi ragazzi, siate brave ragazze, onorate le vostre alleanze, osservate i comandamenti e vi prometto, nel nome del Signore Gesù Cristo, che mentre avanzate con fede in Cristo, i vostri passi saranno guidati.

Quando aprirete la bocca, essa si riempirà e arriverete al punto in cui dovrete essere e, la maggior parte delle volte, non avrete nemmeno idea di come ci siate arrivati”. (David A. Bednar)

Questo discorso è valido per ogni membro della chiesa. Quindi smettetela di preoccuparvi. Rispettate le vostre alleanze e comprendete che tutte le cose buone vengono da Dio e ci riportano a Lui.

Quando comprendiamo questo e i principi che governano la rivelazione personale, riceviamo la rivelazione necessaria per la nostra vita quotidiana. Solo così capiremo veramente che la rivelazione è il risultato del discepolato.

  1. S.
    Per ulteriori informazioni sulla rivelazione e sullo Spirito Santo, vi invito a visitare la pagina del sito churchofjesuschrist.org (clicca QUI e QUI)

Questo articolo è stato scritto da Jeremy ed è stato pubblicato sul sito mylifebygogogoff.com. Questo articolo è stato tradotto da Cinzia Galasso.