Il sacerdozio consiste nell’autorità e il potere di Dio delegati all’uomo per amministrare le cose sacre e agire nel Suo nome. Quando Gesù Cristo era sulla terra stabilì la Sua Chiesa e chiamò dodici uomini ai quali diede tale autorità necessaria per celebrare ordinanze di salvezza e dirigere la Sua Chiesa:

”Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo, affinché qualunque cosa chiediate al Padre nel mio nome, egli ve la dia” (Giovanni 15:16).

Validità delle ordinanze

Nelle conversazioni sulla religione con persone di altre fedi, soprattutto nel periodo in cui servivo come missionario per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, quando si toccava il tema del sacerdozio, spesso la gente tendeva a supportare l’idea che ha poca importanza il ruolo rivestito dalla persona che svolge l’ordinanza se l’individuo che la riceve, lo fa con fede genuina.

Sebbene sia senza dubbio vero ed essenziale che colui che stringe un’alleanza con Dio debba farlo con assoluta sincerità, esercitando fede e dimostrando impegno totale nell’assolvere i doveri annessi all’alleanza stessa, il Vangelo di Gesù Cristo insegna che ciò non è sufficiente.

Infatti, ogni ordinanza per essere veramente valida agli occhi di Dio, deve essere celebrata da qualcuno che sia stato debitamente ordinato ad esercitare rettamente il sacerdozio.

Nel quinto articolo di fede della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni leggiamo:

“Noi crediamo che un uomo deve essere chiamato da Dio, per profezia, e mediante l’imposizione delle mani da parte di coloro che detengono l’autorità, per predicare il Vangelo e per amministrarne le ordinanze”(Quinto Articolo di fede, Perla di Gran Prezzo).

Gesù Cristo stesso ci ha mostrato l’esempio da seguire in ogni cosa. Infatti, quando si fece battezzare, andò a ricevere l’ordinanza da qualcuno che fosse stato debitamente chiamato da Dio, ossia Giovanni Battista.

Il sacerdozio e la rivelazione continua

Restaurazione Sacerdozio

Statue of Restoration of Aaronic Priesthood, Temple Square, Salt Lake City, Utah, USA

Il sacerdozio permette anche di aprire le porte della rivelazione.

Tramite questo potere sacro, infatti,  gli apostoli antichi e quelli moderni guidano la Chiesa di Gesù Cristo mediante l’ispirazione continua. Senza tale autorità non si potrebbe guidare il regno di Dio sulla terra.

I membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni sostengono che tale sacerdozio sia oggi nuovamente sulla terra e che, pertanto, apostoli e profeti debitamente autorizzati da Dio hanno accesso alla rivelazione per guidare il Suo regno qui sulla terra.

Le seguenti sono le parole di un apostolo attuale che parla in modo chiaro ed esaustivo di quest’argomento: “Questa dottrina rappresenta il fulcro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e del nostro messaggio al mondo.

Essa sottolinea il significato dell’assemblea solenne nella quale ieri abbiamo sostenuto Thomas S. Monson come profeta, veggente e rivelatore.

Noi crediamo in un Dio che è impegnato nella nostra vita, che non rimane in silenzio, che non è assente, né come disse Elia del dio dei sacerdoti di Baal, che Egli è «in viaggio; fors’anche dorme e [deve essere risvegliato]».

In questa Chiesa persino i bambini più piccoli della Primaria ripetono: «Noi crediamo in tutto ciò che Dio ha rivelato, in tutto ciò che rivela ora, e noi crediamo che Egli rivelerà ancora molte cose grandi e importanti relative al Regno di Dio».

Nel dichiarare nuove Scritture e la rivelazione continua, preghiamo di non essere mai arroganti o insensibili.

Ma dopo una visione sacra, in quello che oggi viene considerato il bosco sacro, che diede una risposta affermativa alla domanda se Dio esiste, Joseph Smith e la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ci inducono a porci un’altra domanda che viene in conseguenza della prima e cioè se Egli parla ancora.

Noi portiamo la buona novella che Egli parla ancora e ha parlato in precedenza. Con l’amore e l’affetto che scaturiscono dalla nostra cristianità, invitiamo tutti a investigare la meraviglia di ciò che Dio ha detto dai tempi della Bibbia e sta dicendo ancora oggi.

In un certo senso, Joseph Smith e i profeti che lo succedettero in questa Chiesa rispondono alla sfida che fece Ralph Waldo Emerson agli studenti della Facoltà di Teologia di Harvard 170 anni fa quest’estate. Il grande saggio di Concord supplicò quel gruppo formato dai Protestanti migliori e più brillanti, di insegnare «Dio che è, non che fu; che Dio parla, non che parlò».

Attesto che i cieli sono aperti. Vi rendo testimonianza che Joseph Smith era ed è un profeta, che il Libro di Mormon è veramente «un altro testamento di Gesù Cristo», che Thomas S. Monson è il profeta di Dio, un apostolo moderno con le chiavi del Regno nelle sue mani, un uomo sul quale ho personalmente visto ricadere il mantello dell’autorità.

Rendo testimonianza che la presenza di queste voci autorizzate, profetiche e di continue rivelazioni canonizzate sono state al centro del messaggio cristiano ogni qual volta vi fosse sulla terra un ministro di Cristo.

Attesto che questo tipo di ministro è nuovamente sulla terra e si trova qui, nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni(Le mie parole…non cessano mai, Anziano Jeffrey R. Holland, Conferenza Generale aprile 2008).

Questo articolo è stato scritto da Roberto Scordari.

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